Dati allarmanti sull’agricoltura sono emersi ieri pomeriggio all’incontro pubblico sui Distretti Rurali, che si è svolto a Padula presso il Centro di Telecontrollo del  Consorzio di Bonifica. Le aziende agricole nel 2.000 erano circa 8.600, dieci anni dopo sono appena 4.000, un trend negativo evidenziato da Beniamino Curcio, responsabile del settore agrario alla Comunità Montana Vallo di Diano che richiede un intervento immediato. Una perdita di circa il 50% che fa riflettere sulla necessità di riorganizzare i processi di lavoro e diversificare l’offerta. Una risposta in tale direzione arriva dal Comitato Promotore per il Vallo di Diano che invita a proseguire lungo la strada dei distretti rurali, attraverso l’aggregazione di aziende agricole che lavorino intorno ad una filiera di prodotti di qualità.

“Un approccio che porterebbe delle agevolazioni fiscali e finanziarie” ha sottolineato la relatrice e referente del Comitato Promotore, Laura di Bisceglie.

Sotto la lente di ingrandimento “la ricerca” finalizzata allo sviluppo delle filiere del grano e delle ortive che possa coniugare la qualità dei prodotti alimentari alle esigenze del mercato, caratterizzato spesso da prezzi concorrenziali. Questi dati sono stati illustrati dai rappresentanti del mondo della ricerca: Pasquale De Vita, Fabrizio Quaranta, Giuseppe Rofrano e Rossella Guadagno.

Da più parti è emersa la necessità di investire sul concetto di distretto, uno strumento di gestione che riorganizzerebbe gli attori dell’agricoltura verso una maggiore competitività. Concetto portato avanti con tenacia da Anna Pina Arcaro, referente dell’Ente per lo Sviluppo Sostenibile “Piccoli Campi”, soggetto capofila della proposta insieme al Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura, rappresentato ieri dalla collaboratrice Rosa Pepe. Presente anche il consigliere regionale Gennaro Mucciolo, in qualità di primo firmatario della legge sui distretti approvata ad agosto di quest’anno. Al comitato promotore hanno aderito anche la Comunità Montana Vallo di Diano e il Consorzio di bonifica, presenti ieri con i rispettivi presidenti Raffaele Accetta e Giuseppe Morello.

Piuttosto contrariato il consigliere provinciale di Salerno, Paolo Imparato, non del tutto d’accordo sulla proposta che a suo avviso non darebbe grandi prospettive all’agricoltura locale schiacciata dalle regole del mercato, pur tuttavia la Provincia di Salerno ha pubblicamente presentato una manifestazione d’interesse appoggiando l’iniziativa.

Sono inoltre intervenuti il sindaco di Caselle in Pittari, Maurizio Tancredi, la Coldiretti di Salerno con Vincenzo Casella e gli imprenditori locali Carmine Lisa e Antonio Capozzoli. Le conclusioni sono state affidate al Presidente del Gal Vallo di Diano, Attilio Romano.

– Tania Tamburro – 


 


 

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