Raccomandate, fatture, lettere importanti, riviste in abbonamento: quasi nulla viene ricevuto nei tempi previsti dalla consegna, con il risultato che si creano problemi con i gestori di telefonia, energia elettrica, gas ed acqua, perché le fatture arrivano –  quando arrivano –  dopo la scadenza del pagamento, per non parlare dei giornali che si leggono un paio di giorni dopo che sono stati stampati.

Continua, così, in molti paesi del Vallo di Diano, l’incresciosa situazione legata ai problemi dei cittadini alle prese con la posta. Le segnalazioni, ancora una volta, arrivano dai paesi di Sassano, Sala Consilina e Tardiano, frazione di Montesano Sulla Marcellana. “Qualche giorno fa, mi sono vista recapitare un sollecito di pagamento di una bolletta della corrente elettrica – racconta una signora di Sala Consilina – purtroppo, ho pagato con un ritardo di 22 giorni. In questo caso ho dovuto pagare la mora”. “Da tempo ormai sono costretta a sobbarcarmi le more delle bollette, sempre perché vengono recapitate in ritardo” , replica un’altra signora di Tardiano.

Anche nell’ufficio postale del piccolo centro di Monte San Giacomo, dove il personale è stato ridotto ad una sola unità, continuano le file all’unico sportello funzionante, con tanto di lamentele, disagi e dissapori da parte dei cittadini. Solo, pochi giorni fa, il sindaco Raffaele Accetta, aveva inviato una lettera alla direzione di Poste Italiane di Roma, Napoli e Polla per chiedere interventi concreti, ma nulla, ancora, sembra essere cambiato.

Un tempo passava a piedi e svolgeva il suo lavoro in maniera impeccabile. Poi è stato dotato di bicicletta e successivamente di ciclomotore ma oggi, il postino, benché motorizzato, sembra avere non poche difficoltà. Ma di chi è la colpa?  La vera motivazione di tutti i disservizi, che ormai non sono più un fenomeno circoscritto al territorio valdianese, ma sono dilagati nell’intera penisola, sembra essere dovuta agli accorpamenti postali che l’Azienda Poste Italiane ha dovuto mettere in campo per una politica di risparmio. Le Poste, infatti, che usufruiscono molto dei lavoratori a tempo determinato, sono sotto organico, ed i dipendenti devono coprire più servizi, così come i postini devono servire più zone, con il risultato che il “giro”, che inizialmente era quotidiano, adesso diventa settimanale, se non addirittura quindicinale, con conseguente ammucchiamento o smarrimento dei plichi e delle lettere.

– Giovanna Quagliano –


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