Abbiamo avuto quattro settimane in cui il numero dei casi è sceso costantemente e progressivamente. Per l’estate è importante che anche i ragazzi siano protetti. I giovani, quando ci saranno dosi a disposizione anche per loro, aderiranno. Solo gli stupidi non si vaccineranno“. Così il professore originario di Sant’Arsenio, Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto di Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” e membro del Comitato Tecnico Scientifico, interviene su “Il Messaggero” in merito alla campagna vaccinale anti-Covid in corso.

Ippolito punta l’attenzione sull’importanza di immunizzare la fascia giovane della popolazione, quella che adesso corre maggiormente il rischio di infettarsi anche in vista delle riaperture e dell’estate. “Dipenderà molto dalle dosi di vaccino che avremo a disposizione, ma dovremo coprire anche le classi di età più giovani senza, ovviamente, scoprire le altre, i più anziani” precisa il Direttore dello Spallanzani.

I giovani rappresentano la parte della popolazione che si muove maggiormente e che, dunque, ha maggiori potenzialità di veicolare il Sars-COV-2. “Il rischio di morire, certo, o di ammalarsi gravemente è limitato – spiega il professore Ippolito – Al 30enne che ha già prenotato per Mykonos consiglio di vaccinarsi prima di partire, almeno con una dose. Vaccinarsi è un atto allo stesso tempo di altruismo e di egoismo. Altruismo perché contribuisci a fermare la circolazione del virus. Egoismo perché se ti vaccini potrai vivere un’estate migliore, avrai più possibilità di spostarti grazie al green pass. Ovviamente anche da vaccinati è giusto sempre usare la testa“.

La protezione dei meno giovani deve continuare – precisa -. Tra quelli che hanno più di 60 anni, ha ricevuto almeno una dose poco più del 70%. Mano a mano che arriveranno più dosi aumenterà anche il numero di iniezioni che potremo fare ogni giorno. La programmazione che è stata fatta è stata rispettata. Il Presidente Mario Draghi aveva parlato di rischio ragionato in occasione delle prime riaperture. Oggi possiamo dire che il ragionamento si è rivelato corretto e gli italiani sono stati bravi, la maggioranza ha rispettato le regole“.

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