protesta giannini2Alla fine il dialogo tra ministro e studenti c’è stato. Dopo le contestazioni nell’aula magna del campus di Fisciano, durante l’intervento per la laurea ad honorem al segretario Cisl Bonanni, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha incontrato alcuni degli studenti che sul finire della cerimonia avevano avanzato obiezioni non tanto alla “laurea ad honorem della discordia” quanto a questioni legate al diritto allo studio e ai livelli essenziali di prestazione.

In un primo momento, il gruppo L’altra Unisa aveva alzato la mano per chiedere la parola pubblicamente, volendo instaurare il dialogo con il ministro. I ragazzi hanno poi esposto dei cartelli con slogan di protesta, tempestivamente stracciati dalla Digos, e chiesto a gran voce un incontro, mentre la platea applaudiva gli ospiti. Un confronto svoltosi in privato, breve, che non ha rassicurato né soddisfatto pienamente gli studenti, per i quali le risposte della Giannini sono risultate “molto vaghe”. “Continuiamo a pretendere – hanno commentato dopo aver incontrato il ministro – che ci sia il rigetto totale di ogni proposta riguardante il prestito d’onore, un concreto piano programmatico nazionale sul diritto allo studio, che atenei e scuole siano considerati risorse da finanziare e non voci di spesa da tagliare e non ci fermeremo fino a che l’istruzione pubblica non ritorni ad essere il motore del paese per uscire dalla crisi”.ministro giannini

Di fronte alla comunità accademica salernitana e ai giornalisti in conferenza stampa, la titolare del dicastero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si è soffermata a lungo su quanto fatto e quanto c’è ancora da fare per superare le criticità e valorizzare le eccellenze. Inevitabile un riferimento alla questione delle lauree honoris causa:“Il ministero ha il compito di tutela, che esercitiamo con puntualità nel verificare che tutti i coloro che sono presentati come candidati potenziali abbiano i requisiti di legittimità”. Molte quelle assegnate a personaggi dello sport e dello spettacolo forse con troppa facilità: Ci vuole molto buon senso e molta correttezza. Nel passato sono rimasta molto perplessa di fronte a scelte di alcuni atenei”. 

protesta giannini“Parlare di Medicina a Salerno è come parlare di Olimpiadi ad Atene” ha riferito poi la Giannini, confermando l’aumento dei contratti delle specializzazioni di medicina da 3300 a 5000 borse. “Mi sembra un risultato incredibile avere numeri e risorse per il quadro nazionale. Per le singole realtà, l’impegno è di valorizzare tutte quelle eccellenze che meritano di esserlo, incluso l’Università di Salerno”. Affrontando la questione del numero chiuso, “necessaria la rivisitazione del meccanismo selettivo per la facoltà di Medicina, perché credo che 60 domande a risposta multipla, non siano il migliore strumento”.

– Gianpaolo D’Elia –


 

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