Il campionario più vasto e interessante dell’Italia meridionale del bronzo medio” così il professore Alessandro Guidi dell’Università di Roma Tre, in visita a Sant’Arsenio in questi giorni, definisce il sito archeologico santarsenese.  Nella zona di Cornaleto sono stati, infatti, rinvenuti mille frammenti di ceramica databili intorno al 1.400-1.500 avanti Cristo, ritenuti dai ricercatori “degni di nota dal punto di vista cromatico.”

I dati delle indagini effettuate quest’anno nel comprensorio del Vallo di Diano sono state presentate ieri, alle ore 17.00, nella splendida cornice del Mulino “Vaia Lampa” a Sant’Arsenio, grazie all’interesse dell’organizzatore Marino Coronato. All’incontro hanno preso parte, oltre al professore Guidi, il professore Mario Federico Rolfo del polo universitario di Tor Vergata, insieme all’archeologo romano Federico Nomi, responsabile del progetto.

Il gruppo di ricerca dell’Università di Roma Tre, insieme al team del prof. Alberto Cazzella dell’Università “La Sapienza”, ha intrapreso nel 2012 un’accurata indagine nel Vallo di Diano, individuando dei siti di grandi interesse archeologico. Sulla base di queste considerazioni sono partite le campagne di scavo, anche grazie al supporto di un nutrito gruppo di archeologi e appassionati, sotto la direzione dell’archeologo Federico Nomi.

Dallo scorso anno è iniziata inoltre una mappatura generale dei siti archeologici presenti nel Vallo per capire le varie fasi di popolamento, in particolare a Montesano. “Ai bordi del lago, scomparso da circa 3.000/4.000 anni, sono stati trovati siti pre e protostorici e anche arcaici – dichiara il prof.Guidi – il più importante è quello di Cornaleto, del secondo millennio avanti Cristo”.

 – Tania Tamburro – 

  


 

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