Tutto è cominciato grazie a una nostra all’epoca dottoranda. Si chiama Alessandra. Ci propose d’iniziare un lavoro che ha portato oggi una società californiana a investire, fin qui, oltre 16 milioni di dollari per far diventare degli anticorpi, scoperti all’Università degli Studi Salerno, un farmaco anti-tumorale”.

Con queste parole la professoressa Maria Caterina Turco, nella sessione plenaria intitolata “Una storia di successo”, ha raccontato lo spin-off Biouniversa Unisa, testimonial scelto per la seconda giornata di UnisaOrienta 2020, l’evento che apre le porte dell’Università degli Studi di Salerno a 18mila studenti provenienti da 130 Istituti Superiori del Sud Italia.

Il day-2 ha visto protagonista in Aula Magna di Ateneo la straordinaria esperienza di un giovane gruppo di lavoro che, come ha raccontato la professoressa Turco, “seguendo un’intuizione scientifica, ha sviluppato un meccanismo oncologico finora sconosciuto, che darà la possibilità di mettere a disposizione dei pazienti un nuovo farmaco, di grande impatto nella medicina oncologica”.

Ad accogliere le future matricole la professoressa Rosalba Normando, delegata UnisaOrienta 2020, che ha illustrato l’intenso programma proposto ai ragazzi. A portare loro il saluto dell’Ateneo è stato il professor Mario Vento, Pro-rettore dell’Università degli Studi di Salerno. “Vogliamo dare una risposta alle domande che vi ponete sul vostro futuro – ha dichiarato -. Merito e impegno sono due valori fondamentali, declinati con la passione che vi consentirà di raggiungere obiettivi importanti. L’Università di Salerno vi offre tutto ciò che occorre, a portata di mano, con spazi dedicati alla didattica e alla ricerca”.

– Chiara Di Miele –

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