Nella serata di ieri, a partire dalle 18:30, presso via Pretoria a Potenza, è stato inaugurato l’ambiente destinato all’ascolto protetto delle vittime vulnerabili, nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, all’interno della storica Caserma intitolata al Tenente M.O.V.M. (medaglia d’oro al valore militare) Orazio Petruccelli che durante il secondo conflitto mondiale fu Comandante di plotone dei Carabinieri della Divisione “Acqui”, e cadde, giovanissimo, il 24 settembre 1943 in Cefalonia.

Il luogo, sicuro ed accogliente, riservato in special modo alle donne, è il frutto di una proficua collaborazione suggellata già nel novembre 2019 con un Protocollo di Intesa, tra il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e la Soroptimist International Italia associazione mondiale senza fine di lucro che riunisce donne impegnate in attività professionali e manageriali e opera attraverso progetti diretti all’avanzamento della condizione femminile, la promozione dei diritti umani, l’accettazione delle diversità, lo sviluppo e la pace.

L’iniziativa si è resa possibile all’esito di un accordo stretto tra il Comandante, il Colonnello Nicola Albanese, e la presidente del Club di Potenza dell’Associazione Lara Ferrigno, accompagnata, nella circostanza, dal vicepresidente nazionale Enza Tolla.

La cerimonia si è svolta in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, in concomitanza della quale è stata avviata la campagna internazionale “Orange the World”, che prevede lo svolgimento fino al 10 dicembre di iniziative di sensibilizzazione delle istituzioni, della società civile e dei media, colorando simbolicamente di arancione, colore scelto come simbolo di un futuro senza violenza basata sul genere, edifici, monumenti e strade. Anche la sede del Comando Provinciale di Potenza e della Compagnia Carabinieri di Lagonegro si sono colorate di arancione, in modo da invogliare le donne vittime di violenze a denunciare. Il successo istituzionale è quello di dare coraggio alle vittime, che si vedono imbrigliate in situazioni apparentemente senza uscita.

La finalità della collaborazione avviata tra le due Istituzioni è volta a creare una vera e propria rete sul territorio nazionale di spazi che possano garantire condizioni di accoglienza e vicinanza utili a raccogliere informazioni, elementi investigativi e segnali di malessere esternati da chi manifesta tratti di vulnerabilità e fragilità per i quali è richiesto un appropriato intervento risolutivo da parte dell’Arma e dell’Autorità Giudiziaria. In sostanza, si tratta di luoghi che favoriscono una migliore interazione con le vittime di specifiche tipologie di reato. L’inaugurazione, inoltre, vuole testimoniare l’impegno e la vicinanza dell’Arma dei Carabinieri alle potenziali vittime che potrebbero essere strette nella morsa della violenza di genere, attraverso le più subdole condotte che la cronaca quotidiana, purtroppo, segnala.

Inoltre, proprio a sottolineare l’importanza della Giornata del 25 novembre, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha proposto una serie di considerazioni, progettualità e potenzialità istituzionali già in essere, per assicurare un notevole sostegno alle singole comunità e persone. Sono state inoltre presentate una serie di iniziative con lo scopo di aiutare tutte le donne che vogliono tornare libere dalle violenze subite. L’obiettivo è quello di diminuire il numero dei reati che sono difficilmente individuabili dato che avvengono all’interno delle mura domestiche. Tale fenomeno, aggravatosi nel periodo di convivenza forzata conseguente alla diffusione del Covid-19, è stato definito dalle Nazioni Unite una seconda “pandemia nell’ombra”.

A questo proposito, l’Arma si è dotata di strumenti specifici quali, per esempio, la Sezione degli atti persecutori che svolge un’attività di analisi del fenomeno che elabora valutazioni sui fattori di rischio in favore dei reparti operanti e programmi di formazione del personale.

In tale ambito si inquadra il progetto “Una stanza tutta per sé”, che ha consentito di allestire ad oggi circa 150 stanze su tutto il territorio nazionale e che accoglie in un ambiente confortevole e meno istituzionale le vittime di abusi. Tutto ciò è per evitare che si verifichino ulteriori femminicidi, ma anche reati meno gravi come lo stalking o casi di maltrattamenti in famiglia.

 

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