Un cashback a livello comunale che si aggiunge a quello già messo in campo dallo scorso 8 dicembre dal governo nazionale.

E’ la proposta che i “Giovani Democratici” di Bella hanno fatto all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Leonardo Sabato.

“La pandemia – ha dichiarato il segretario Samuele Grippa – ha messo a dura prova gli operatori del commercio causando gravi difficoltà anche nella nostra comunità. Proprio per far fronte alla crisi economica è stata presentata questa proposta sperimentale di sostegno al commercio locale denominata ‘Cashback Comunale’. Sarà questo il tempo della lenta e faticosa ripartenza delle attività commerciali, ed è quindi necessario più che mai favorire condizioni e meccanismi che incentivino il consumo in paese”.

Il progetto presentato prevede il coinvolgimento di ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, pub, take away, fiorai, cartolibrerie, giocolerie, artigiani, ferramenta, fotografi, negozi di scarpe e abbigliamento, parrucchieri ed estetisti, studi di consulenza, dottori commercialisti, liberi professionisti. Ma anche generi alimentari, fruttivendoli e farmacie. Un cashback che prevede un rimborso che va dal 4 al 10 %, in base alle attività dove si fa la spesa. Esclusi dal rimborso tabacchi, alcolici e similari.

La proposta è al vaglio dell’Amministrazione comunale. I cittadini, per usufruire dei rimborsi, dovranno iscriversi all’iniziativa. Basterà raggiungere una somma di 200 euro di spesa, anche cumulativa e verificata tramite scontrino o ricevuta fiscale, per ottenere il rimborso fino al 10% di quanto speso.

Il progetto prevede che i cittadini potranno utilizzare il cashback anche come sconto sulla Tari, o per altri servizi come quello scolastico o di refezione scolastica. O in alternativa anche un buono da spendere in un’attività del territorio comunale. Un progetto sperimentale riservato ad una persona per nucleo familiare.

“Una piccola iniziativa – ha aggiunto Grippa – per iniziare a fare squadra, aiutando e donando fiducia ai piccoli negozi locali che reggono ancora”.

– Claudio Buono –

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