
E’ trascorso un anno dalla drammatica morte del 21enne Massimo Nonato, che il 9 marzo 2025 ha perso la vita a seguito di un incidente stradale avvenuto su via della Sorgente a San Pietro al Tanagro. Era alla guida della sua Lancia Ypsilon quando ne perse il controllo andando a sbattere contro un muretto. Per lui non ci fu nulla da fare e il suo cuore cessò di battere sul colpo.
Da quel 9 marzo di Massimo è rimasto il ricordo di un ragazzo educato e solare. Ma anche una lunga attesa di dodici mesi per sua madre, Benedetta Sottile, e per i suoi cari che ancora attendono sia fatta piena luce sulla dinamica di quel tremendo incidente che ancora oggi è al centro di una indagine della Procura della Repubblica di Lagonegro che risulta ancora aperta. Un’attesa che pesa come un macigno sui familiari che chiedono chiarezza, trasparenza e giustizia.
Sebbene la durata massima delle indagini preliminari può essere prorogata a 18 mesi per giusta causa, mamma Benedetta non è a conoscenza di alcun dettaglio relativo alla tragedia che purtroppo ha coinvolto suo figlio.
“È passato un anno – dichiara ad Ondanews – e per me il tempo si è fermato a quella notte. Pur avendo fiducia nel lavoro della Magistratura, abbiamo bisogno di sapere cosa è successo, di conoscere la verità su quanto ha portato via mio figlio“.
Subito dopo il fatale impatto sono stati avviati gli accertamenti tecnici di rito e le perizie, della Procura e di parte, per chiarire eventuali responsabilità. Ma, dopo dodici mesi, non sono ancora stati comunicati sviluppi conclusivi.
“Massimo era un ragazzo sano e perbene, ricco di valori ed io come madre pretendo delle risposte. Ogni giorno che passa senza notizie è un dolore che si rinnova – continua Benedetta Sottile -. Ad un anno dalla tragedia il silenzio istituzionale rischia di trasformarsi in un’ulteriore ferita. La richiesta è semplice e chiara: fare piena luce sull’accaduto e restituire dignità alla memoria di Massimo“.
La madre del 21ennne confida, dunque, in un’accelerazione delle indagini e in una maggiore chiarezza anche su eventuali responsabilità di terzi. Il suo appello, inoltre, è rivolto anche alle istituzioni politiche del territorio affinchè, nelle loro possibilità, diano supporto alla sua causa. “Mi rivolgo ai consiglieri regionali del salernitano e a quelli della Basilicata, territorio in cui insiste la Procura di Lagonegro, perchè si facciano portavoce del mio dolore e del mio bisogno di avere in qualche modo una risposta su ciò che è accaduto a mio figlio. Voglio soltanto la verità” conclude mamma Benedetta.
Intanto lunedì 9 marzo alle ore 17.00 nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Sant’Arsenio sarà celebrata una Santa Messa in suffragio in occasione dell’anniversario della morte.

