Tra gli indagati nell’inchiesta su una truffa all’Inps legata a provvedimenti di cassa integrazione in deroga ottenuti con documentazione falsa che all’alba di ieri ha portato all’arresto di quattro persone, ci sono anche un professionista di Sant’Arsenio ed un imprenditore di San Rufo.

Complessivamente sono 16 i provvedimenti interdittivi notificati dai carabinieri del Ros, su mandato del gip di Salerno. Destinatari delle misure cautelari sindacalisti, consulenti del lavoro, responsabili di enti di formazione professionale e imprenditori campani. Le due persone residenti nel Vallo di Diano finite sotto inchiesta non sono state colpite da alcuna misura cautelare. Si trovano invece agli arresti domiciliari le quattro persone arrestate: Mariano Santarsiere (43 anni) di Sala Consilina, Remo Criscuolo (45 anni) di Eboli, Claudio Pagano (41 anni) di Sarno e Giuseppe Iannece (44 anni) di Campagna. 

L’indagine, partita nel settembre 2011, già nei mesi scorsi aveva portato all’arresto di due sindacalisti. Esisteva, secondo gli inquirenti, una struttura criminale che, attraverso professionisti prezzolati, presentava falsi documenti per avere accesso all’aiuto di Stato, mentre gli imprenditori continuavano ad impiegare regolarmente i dipendenti, assicurandosi la regolarizzazione di contributi previdenziali non versati proprio in ragione dello stato di cassa integrazione dei lavoratori. In parallelo percepivano i contributi della Regione per i corsi di aggiornamento che i cassintegrati devono seguire. Dieci le società coinvolte nella truffa.

– Erminio Cioffi –


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