Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda legata alla richiesta fatta da Equitalia, a 9 avvocati dell’ex foro di Sala Consilina, della somma di  4264 Euro per il pagamento di una cartella esattoriale frutto del mancato versamento, per intero, del contributo per l’iscrizione a ruolo di un ricorso al TAR della Basilicata per cercare di evitare la chiusura del palazzo di giustizia.

I 9 avvocati in questione, nei mesi scorsi, dopo aver ricevuto la cartella esattoriale, avevano chiesto al Comune di provvedere al pagamento, per intero, della somma. Il sindaco Francesco Cavallone allora aveva fatto sapere che il Comune non avrebbe pagato “perchè – aveva dichiarato – nella delibera di giunta del 2013 era stato chiarito che l’impegno massimo di spesa da parte del Comune sarebbe stato di 650 Euro”.

Intanto l’iter  per il recupero del credito da parte di Equitalia è andato avanti. Dal 16 giugno scorso, data di recapito della cartella esattoriale, nessuno ha provveduto al pagamento. Il Comune di Sala Consilina, essendo obbligato in solido con i 9 avvocati che hanno sottoscritto il ricorso al TAR, per evitare un’azione esecutiva ha dato mandato al Dirigente dell’Area Finanza di provvedere al pagamento dei 4264 Euro. Questo però non significa che la vicenda finirà così. Infatti il primo cittadino, così come è stato anche scritto nella delibera, ha intenzione “di esercitare – si legge nell’atto della Giunta comunale – azione di recupero nei confronti degli avvocati responsabili in solido della dianzi citata cartella di pagamento quali soggetti coobbligati”.










Per capire come si sia arrivati a questa cifra e il perchè bisogna fare un salto indietro al 2013 quando in piena “guerra” per poter salvare il tribunale salese, un gruppo di avvocati, d’accordo con l’allora sindaco Gaetano Ferrari, decide di presentare un ricorso al TAR per tentare di ostacolare il provvedimento che avrebbe poi portato alla chiusura del  palazzo di giustizia.  L’amministrazione comunale con una delibera di giunta si impegnava a spendere una cifra massima di 650 Euro per le spese legali. I soldi poi sono stati effettivamente stanziati con una determina. Parte quindi l’azione giudiziaria, viene iscritta la causa a ruolo, ma i 650 Euro stanziati dal Comune non bastano, ci vogliono altri soldi, più del doppio. La cifra restante, 1350 Euro, non viene però versata e a questo punto si attiva Equitalia che invia una ingiunzione agli avvocati che avevano sottoscritto il ricorso al TAR insieme al Comune.

– Erminio Cioffi –


 

Un commento

  1. Un altro tassello, molto triste davvero, in questa vicenda. Non si comprende, tuttavia, se sia un atto dovuto richiedere un contributo da parte degli avvocati, oppure no. Una cosa risulta tuttavia molto strana: attività di volontariato ripagata con un contributo alle spese. Forse si sta realizzando la triste realtà del mondo alla rovescia.

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