Mancano meno di tre mesi al 13 Settembre, ultimo giorno per apportare i correttivi alla cosiddetta riforma della geografia giudiziaria che ha portato alla soppressione del tribunale di Sala Consilina ed al contestuale accorpamento con quello di Lagonegro.

Per mesi si è discusso di chi fosse la colpa, tutti hanno accusato tutti, qualcuno ha tentato di cavalcare la vicenda con finalità elettorali, ma alla fine senza i risultati sperati e qualcuno forse continua a cavalcare la questione magari sperando in una candidatura alla prossime elezioni regionali.

Veniamo però ai fatti iniziando da un numero. Il numero in questione è l’82 che nella smorfia napoletana e probabilmente anche in quella di Vallo della  Lucania, alla luce di quello che potrebbe accadere con i conseguenti festeggiamenti, significa “A tavula mbandita”, ma nella smorfia salese invece indica la “paura”. La paura di finire dalla “padella” di Lagonegro alla “brace” di Vallo della Lucania.

82 è il numero della pagina della “Relazione finale sulla nuova geografia giudiziaria” redatta dal “Gruppo di lavoro monitoraggio della Riforma” del Ministero della Giustizia. A pagina 82 si parla della situazione del tribunale di Sala Consilina e nell’ultimo capoverso c’è una frase, composta da 22 parole, numero probabilmente, o evidentemente, non casuale .

La frase in questione è la seguente: “Nel corso dell’audizione è stato chiesto il ripristino del Tribunale soppresso con l’annessione al circondario del Tribunale di Vallo della Lucania”. Nella smorfia napoletana il 22 è il numero che indica “O pazzo” e infatti solo un pazzo potrebbe aver fatto una proposta del genere. Fatto sta che nessuno sa chi sia stato a farla e come nel gioco dello “schiaffo del soldato” tutti girano il dito e non si capisce chi  sia stato a dare lo sganassone.

Sulla vicenda l’avvocato Antonio Rienzo, presidente del Consiglio dell’Ordine Forense di Sala Consilina è intervenuto chiarendo che nessuno dei componenti del Consiglio dell’Ordine ha mai fatto una richiesta del genere e che l’ipotesi di un accorpamento a Vallo della Lucania è fuori da ogni logica.

Molti avvocati del foro salese sono preoccupati anche per la “deriva” che alcuni “colleghi – politici” stanno prendendo verso il comune che anticamente si chiamava “Castrum Cornutum” con il rischio che possa cambiare la toponomastica anche nel Vallo di Diano che potrebbe finire per chiamarsi “Cornutum et mazziatum”.

Un ultimo indizio che lascia qualche perplessità è quello dell’interesse “disinteressato” del sindaco di Vallo della Lucania che mercoledì ha preso parte all’incontro che si è svolto a Salerno con il Ministro della Giustizia Orlando. Incontro dove il primo cittadino di Vallo ha auspicato che tutti i comuni del Cilento (o forse anche del Vallo di Diano ???)  possano far riferimento al tribunale di Vallo. Come direbbe Totò “Qui la cosa puzza un po’ di bruciaticcio…”.

– Erminio Cioffi –


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