Ciò che sto per scrivere, probabilmente, scatenerà l’ira di qualcuno che, dopo aver letto appellerà il sottoscritto con epiteti di vario genere, ma fa parte dei rischi del “mestiere” e sono rischi che voglio dopo aver assistito, in questi mesi a questa  “commedia buffa” dove in molti fanno  a gara  per recitare il ruolo di “protagonista” sperando, in cuor loro, di  poter un giorno dire: “ho salvato io il tribunale”.

Per mesi tutti hanno urlato ai quattro venti frasi del tipo “dobbiamo stare uniti”, “uniti si vince”, ma tutto è rimasto nel regno delle intenzioni perchè alla fine il fronte di lotta si è spaccato e non è dato sapere per quali reali motivi, anche se ci vuole davvero poco a capire che si tratta di motivi futili ,legati a ruggini personali tra avvocati, gente comune, tra amministratori, aspiranti tali o ex amministratori. Risultato finale delle liti interne è stata la nascita di due comitati a sostegno della lotta per la riapertura del tribunale di Sala Consilina. Bella prova di unità data all’esterno !!!

In entrambi i comitati ci sono persone che davvero credono nella possibilità di poter fare ancora qualcosa perchè i cancelli dell’edificio di località Tressanti possano nuovamente tornare ad essere varcati da magistrati, forze dell’ordine, avvocati, delinquenti, figli di.. e comuni cittadini.

In entrambi i comitati però c’è anche chi “crede” un pò meno in questa possibilità, e chi invece fa di tutto per ottenere visibilità, per ottenere da parte di qualche “compare” un ringraziamento pubblico in occasione di manifestazioni e roba simile. Tutto questo forse anche in previsione di un possibile ingresso o ritorno in politica e se non ci riesce “protesta” anche con i giornalisti chiedendo spiegazioni del perchè “la mia dichiarazione non è stata riportata. Testimoni di questo atteggiamento, da parte di diversi membri dei due comitati, possono essere molti miei colleghi con i quali diverse volte abbiamo discusso della questione.

La spaccatura che si è creata ha diminuito la forza della “protesta” e, anzi, in alcuni frangenti l’ha resa anche ridicola agli occhi di chi non è direttamente coinvolto. Un esempio è la guerra delle manifestazioni e dei comunicati stampa: stranamente, sarà forse una “coincidenza”, ma il comitato A organizza qualcosa e nello stesso giorno a distanza di qualche ora anche il comitato B organizza qualche altra cosa; il comitato A prende parte ad un incontro dove ha partecipato anche il comitato B e il giorno seguente inizia la pioggia dei comunicati stampa dove si dice tutto e il contrario di tutto. Il comitato A dice “sono nato prima io”, arriva il comitato B e dice “a bello ma che stai a dì, guarda che sò nato prima io”.

Uno dei due comitati però ha una “marcia” in più; infatti si è dotato dell’ “A Team” che non è quello che ha dato il titolo ad  un famosissimo telefilm americano degli anni ottanta, ma “A Team” sta per “Anatema Team”, una squadra composta da un gruppo di persone, uomini e donne, che non fa altro che augurare disgrazie ad amministratori, avvocati e anche a qualche giornalista.

Il repertorio è molto vasto e può essere suddiviso in quattro categorie:

1) Eventi atmosferici 

2) Salute

3) Animali

4) Estetica

Per la categoria eventi atmosferici l’augurio maggiormente ricorrente sulla bocca di queste persone è “Vi pozza jaccà na tronata” che tradotto per chi non è del posto significa: “Dovete morire colpiti da un fulmine”.

Nella categoria salute invece a farla da padrone è l’augurio di morire con un cancro a chi secondo questi “signori” è responsabile della chiusura del tribunale.

La categoria animali invece interessa i roditori, infatti l’ “A – Team” che spesso staziona all’ingresso del tribunale ha augurato ai presunti responsabili di morire ed essere mangiati dai topi.

Nella categoria estetica invece rientra l’augurio di fare una “brutta” morte.

Ogni altra considerazione la lascio a chi legge.

Ah! Dimenticavo, qualora qualcuno dell’ “A Team” dovesse leggere queste mie riflessioni, sappia che auguro a lui/loro il doppio di ciò che lui/loro  dovesse/dovessero augurare a me…

– Erminio Cioffi – ondanews –

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