chirurghiUcciso da un tumore aggressivo sei mesi dopo essersi sottoposto ad un trapianto di rene. Il decesso del 63enne di Vallo della Lucania risale al 2013. Come lui, nel giro di pochi mesi, muoiono altre due persone, probabilmente per tumore dello stesso tipo, che avevano ricevuto altri organi dal medesimo donatore di Brescia.

Sulle tre morti c’è un’indagine in corso e della vicenda si sta occupando anche il Ministero della Salute cui però ancora non è arrivata alcuna posizione ufficiale. Un caso unico che ha coinvolto il paziente cilentano innescando un terremoto legislativo nazionale, con un noto primario del nord indagato per omicidio colposo.

Come si legge su “Il Mattino”, il calvario del 63enne di Vallo della Lucania inizia nel 2005 quando comincia ad avere problemi ad un rene che lo costringono, gradualmente, alla dialisi. Nel 2008 il noto imprenditore decide di tentare il trapianto. La lista d’attesa è interminabile, ma dopo 4 anni arriva la tanto desiderata notizia: c’è un rene disponibile, potrebbe essere la fine di un calvario. A novembre del 2012 si sottopone al trapianto superando bene l’intervento chirurgico e, nei successivi sei mesi, ritorna a vivere ed a coltivare passioni e hobby e a gestire l’impresa di famiglia.










Nel giugno del 2013, in occasione di una normale visita di controllo presso l’ospedale di Varese dov’era stato operato, le sue condizioni si aggravano inspiegabilmente e, purtroppo, non fa più ritorno nel suo Cilento. Muore, infatti, un mese dopo.

I familiari sporgono subito denuncia contro ignoti perché, a parer loro, qualcosa non quadra in quel decesso improvviso. Le scrupolose indagini difensive, curate dal legale di famiglia Riccardo Ruocco, in breve tempo iniziano a fornire i primi e scioccanti risultati. Innanzitutto si scopre che il 63enne non era morto per una crisi di rigetto, come inizialmente ipotizzato dai sanitari, ma in seguito ad un tumore. Viene fuori poi che il donatore del rene si era suicidato sparandosi alla testa e che anche altri due pazienti, che avevano ricevuto dal medesimo donatore il fegato ed un altro rene, muoiono a soli dodici mesi dal trapianto. Per tutti e tre, la causa della morte è un tumore.

Sulla vicenda inizialmente la Procura di Brescia apre un’indagine poi trasferita a Mantova dove ha avuto luogo l’espianto degli organi da donare. Ad un certo punto arriva una richiesta di archiviazione, poi il caso viene riaperto e va avanti. Unico indagato, al momento, è un noto primario del Mantovano, accusato di omicidio colposo.

– Paola Federico –

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