Quel che potrebbe accadere nella Zona Industriale di Buccino ha del surreale. La Regione Campania, nonostante gli iniziali dinieghi, ha concesso i permessi per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti in un’area di insediamento produttivo ad uso esclusivo di aziende agroalimentari come previsto dal Piano urbanistico“. Lo dichiara Ivano Manno, portavoce per il Sud Italia del movimento “La Rete”.

L’Amministrazione comunale e i cittadini sono sul piede di guerra pronti a preservare l’area protetta in cui scorre il fiume Bianco, affluente del Tanagro, ma anche a tutelare le diverse aziende che si occupano di trasformazione di prodotti agroalimentari e relativo indotto che danno lavoro a 1800 famiglie tra stagionali e non – spiega Manno -. Il problema dello smaltimento e dello stoccaggio dei rifiuti, in Campania in particolar modo, è annoso e irrisolto. Con provvedimenti temporanei e mal pensati si è riempita la provincia di Salerno di ecoballe e di rifiuti di ogni genere che stazionano ormai da anni in luoghi prima incontaminati, rendendo intere aree maleodoranti ed invivibili; per non parlare degli episodi ‘soprannaturali’  in cui puntualmente d’estate o nei periodi più caldi siti di stoccaggio rifiuti prendono fuoco emanando esalazioni velenose che i cittadini inconsapevoli respirano e ricadono sulle colture provocando danni alla salute“.

Il movimento politico “La Rete” si schiera al fianco dei cittadini di Buccino e di tutti quei comuni che “subiscono scelte scellerate e, come forza politica sempre alla ricerca del bene comune con proposte fattive, chiediamo alla Regione di mettere in campo tutte quelle misure che limitino nei consumi quotidiani, quindi cambiando le abitudini dei cittadini, la produzione di rifiuti e nel contempo premiare i Comuni virtuosi nel riciclo e favorire la creazione di compostiere di comunità nei piccoli Comuni e la distribuzione di compostiere domestiche“.

– Chiara Di Miele –

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