Un camping sul litorale ebolitano è stato sequestrato dalla Dda (direzione distrettuale antimafia),di Salerno su richiesta della magistratura rumena che indaga su una tratta di ragazze dal Paese dell’Est.

Secondo quanto riporta il quotdiano La Città di Salerno, infatti, sedici giovani rumene hanno denunciato ai magistrati di Bucarest di essere state ridotte in schiavitù da un terzetto di connazionali con l’appoggio di un italiano. Le ragazze hanno riferito di essere state costrette ad esercitare la prostituzione sotto la minaccia di ritorsione dei loro tre “caporali”. I carabinieri del comando provinciale di Salerno, guidati dal colonnello Piermarini, sono stati ieri a Campolongo per dare esecuzione alla rogatoria internazionale chiesta dai magistrati rumeni. In particolare hanno effettuato una perquisizione nel camping indicato dalle sedici ragazze che dichiarano di essere state ridotte in schiavitù e proceduto al sequestro preventivo della struttura ricettiva. Il titolare risulta iscritto nel registro degli indagati insieme, appunto, ai tre rumeni che avevano scelto il camping che gestisce come “pied-a-terre” per le connazionali indotte a prostituirsi sulla litoranea.

Le storie raccontante dalle presunte vittime, si legge su La Città, hanno tutte lo stesso “liet motive” di fondo: cooptate nel loro Paese di origine, erano state ammaliate dai racconti della bella vita che potevano fare in Italia. A tutte era stato promesso un lavoro come badante e uno stipendio tre volte superiore di quello percepito in Romania. Le giovani donne facevano il viaggio piene di speranze fino in Italia, nella Piana del Sele, dove facevano presto i conti con la dura e difficile realtà. L’unico posto che gli veniva imposto, sotto la minaccia di ritorsione, era quello di prostitute da strada. Ad alcune veniva chiesto di pagare anche un debito per il loro riscatto, proprio come nelle tratte degli schiavi. In sedici sono riusciti ad uscire da questo tunnel e a sporgere denuncia alle autorità del loro Paese. Grazie alle loro testimonianze i magistrati rumeni hanno ricostruito le fasi della tratta. L’operazione dei carabinieri è stata eseguita all’alba di ieri sotto il coordinamento della Dda di Salerno (sostituto procuratore Rocco Alfano). La struttura è stata sequestrata. I tre rumeni e l’italiano sono indagati di associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù di giovani ragazze dell’Est.

– redazione –


 

Commenti chiusi