“Continuano ad arrivare segnalazioni sulla questione degli abbonamenti annuali gratuiti alla sede Codacons del Vallo di Diano. E’ quanto afferma il responsabile della sede, Roberto De Luca, attraverso un comunicato stampa in cui trasmette alcune lamentele “che rendono di più lo stato delle cose e ci dicono quanto siamo distanti da una situazione di normalità”. 

“Ad oggi, le ditte di trasposto del Vallo di Diano non garantiscono la validità dell’abbonamento gratuito per tutte le corse presenti! A chi bisogna rivolgersi?”, è la prima delle segnalazioni riportate.

Anche io, come tanti altri miei colleghi, abbiamo appreso con estremo piacere la notizia di questa possibilità di trasporto “pubblico” riconosciuta a noi studenti dalla regione Campania. Come in tutte le cose, però, anche in questo caso ci sono evidenti zone d’ombra che spero voi possiate quanto meno rendermi più chiare. Mi spiego meglio e lo farò nel modo più semplice possibile. Questa mattina [3/10/16, n.d.r.] ad Atena Lucana una ragazza sale sull’autobus che porta a Fisciano e arriva alle 12:20 – si legge nel comunicato – Nel mostrare l’abbonamento Unico, l’autista di turno dice alla ragazza che tale abbonamento non è valido e le fa pagare il biglietto dicendo che le uniche tratte che sono “consentite” sono quelle in “orario scolastico”. La ragazza, nonostante i suoi tentativi di spiegare all’autista che ha già usufruito del servizio per quello specifico orario, paga ingiustamente il biglietto per poter raggiungere il campus di Fisciano. La mia domanda è questa: quali sono le tratte “consentite”? e quali gli “orari scolastici”? L’abbonamento non vale per ogni corsa? Perché si creano queste situazioni?”

Sono una studentessa di Padula, iscritta all’Università di Salerno. Ad agosto ho presentato la richiesta per l’abbonamento Unico e ho provveduto subito a pagare la quota di 50 euro richiesta dalla procedura. Ad oggi, la mia tessera non è ancora arrivata, nonostante abbia rispettato i tempi necessari per avere l’abbonamento a partire dal primo ottobre – è un’altra delle segnalazioni  – Mi sono recata presso la sede delle autolinee e mi è stato detto che fin quando non avrò la mia tessera dovrò pagare normalmente il biglietto. Ho inviato una e-mail all’ufficio di Unico Campania e non ho ricevuto risposta. Il telefono dell’ufficio risulta sempre staccato. Cosa posso fare?”.

“Le autolinee hanno richiesto il pagamento dell’ intero mese, perché non è previsto più il pagamento solo per quindici giorni. Inoltre chi ha iniziato la scuola il 12 settembre ha dovuto versare il costo del biglietto sia per l’andata che per il ritorno. Tutto ciò si verificherà non solo per il mese di settembre, ma anche per il mese di dicembre (vacanze natalizie) mese di gennaio e credo a questo punto anche per il mese di giugno – riporta De Luca – Io ho contattato telefonicamente la Regione Campania di Napoli, che mi ha suggerito di effettuare una raccolta firme da parte di tutti i genitori e inviare il tutto con raccomandata con ricevuta di ritorno affinché la regione possa prendere in considerazione quanto detto sopra. Come faccio a fare tutto questo?”

“Sono un genitore di uno studente pendolare che frequenta le Scuole superiori. Oltre al fatto che questi ragazzi vengono “stivati” come sardine negli autobus, ignorando le più elementari norme di sicurezza, mi preme segnalare il fatto che, avendo la scuola riaperto i battenti il 15 settembre – continua il comunicato – i ragazzi hanno pagato, per il mese di settembre, un abbonamento mensile, che doveva essere quindicinale. È possibile intraprendere un’azione che porti alla risoluzione del problema?”

“Invieremo queste istanze alla Regione Campania, Direzione Generale della Mobilità e Ufficio Trasporto su gomma, sperando in una risposta, non a noi, ma alle esigenze legittime dei cittadini – conclude il responsabile – A volte è davvero gratificante fare attività di volontariato. Ma quant’è frustrante incontrare muri di gomma ad ogni passo”.

– redazione –


 

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