– Lettera alla redazione del Codacons Vallo di Diano –

La nostra sede, osservando un doveroso e rigoroso silenzio sulla stampa nei giorni del dolore per la scomparsa di quattro giovani vite, esprime oggi vicinananza alle famiglie colpite dalla tragedia, alla quale ha partecipato commossa l’intera nazione italiana. Noi non dimenticheremo questi giovani e continueremo a dire le scomode verità, perché non succeda più quello che è accaduto domenica 28 settembre 2014. Alcuni derubricheranno come volontà di polemica queste verità. Senza notare che alla fine è proprio questo atteggiamento di chiusura che sta avvelenando, in molti sensi, la vita in questa vallata.

Dalle righe del Mattino del 29 settembre, in un pezzo a firma di Petronilla Carillo, leggiamo: A Sassano s’è sempre detto invece che alla guida, quella notte, c’era proprio Gianni, ma questo particolare non fu mai provato. Ci si riferiva a una precedente drammatica vicenda in cui Gianni, il conducente dell’auto-proiettile, è stato coinvolto e in cui perse la vita un altro giovane ragazzo. La giornalista continua: Ufficialmente alla guida c’era l’amico, Gianni Rubino, il quale morì dopo due giorni di agonia in rianimazione. Una verità nota a tutti a Sassano? Le autorità però non hanno sentito il dovere di capire cosa stesse accadendo. Forse con i servizi sociali ridotti ai minimi termini sarebbe stato difficile. Ma non si è nemmeno provato a comprendere, sembrerebbe. In quest’ottica, anche il primo Gianni menzionato dalla Carillo è da considerarsi una vittima.

Nel momento della sconvolgente tragedia nessuno dice che i corpi esanimi di tre ragazzi minorenni sono rimasti a terra, davanti al bar, per circa tre ore. Nessuno lo dice esplicitamente, mentre noi reclamiano, oggi, il rispetto per quei ragazzi, per i loro genitori e familiari, per la comunità tutta. Questo triste particolare è bene che si sappia, perché non succeda mai più. E coloro i quali sono stati artefici di ciò dovrebbero, oggi, chiedere quantomeno scusa. Mentre le autorità preposte al controllo dovrebbero avvertire il dovere di indagare su questa vicenda.

Il giorno successivo alla tragedia il Vescovo della Diocesi di Teggiano e Policastro si è recato a Sala Consilina per le celebrazioni religiose in occasione della festività del Santo patrono. Un minuto di raccoglimento per ricordare le giovani vite spezzate, poi tutto si è svolto – sembra – come nella tradizione: banda musicale e fuochi d’artificio all’uscita dalla messa alle ore 12.30 circa. Le esplosioni dei petardi si sono udite in lontananza, fino a Sassano. Qualcuno non ha colto il carattere collettivo della tragedia che il Vallo di Diano (che in questi giorni si vuole città unica) stava vivendo. E così i festeggiamenti religiosi si sono svolti normalmente, nonostante i nostri incessanti appelli a tutti i sacerdoti a noi noti, fino agli ultimi fuochi d’artificio delle ore 00.10 durati all’incirca 12 minuti. Lingue di fuoco colorate e suoni cupi promanavano dal centro della vallata. Somigliavano più a infernali esalazioni sulfuree che a segni di fede cristiana, se osservati da Sassano. Qualcuno si è chiesto che cosa avrebbe detto Papa Francesco in merito a tutto questo. Il giorno successivo, in occasione dei funerali, si sono fermati – molto opportunamente – tutti i festeggiamenti. L’Italia intera è stata capace di cogliere la portata collettiva della tragedia di un’intera comunità. Tuttavia, a pochi chilometri di distanza la vita è andata avanti, almeno per una giornata, quasi come se nulla fosse accaduto.

Nessuno infine parla di una lettera pubblicata su La Repubblica di Napoli il giorno 23 agosto 2014 dal titolo “Bolidi nella strade di Sala Consilina”. Poche righe ci fanno capire di che si trattava: … Eravamo sullo spazio che resta ai marciapiedi, in parte occupati dai tavoli dei baretti estivi, in parte da grosse auto con grossi pneumatici, quando vediamo (si fa per dire) un bolide di mezza estate sfrecciare in un verso… Un territorio dove l’auto è una necessità, perché i trasporti pubblici sono quelli del Far West, in molti sensi. Un territorio privato di una linea ferroviaria, chiusa al traffico dal 1987. Questi ragazzi che oggi guidano le auto di grosse cilindrata a folle velocità forse non sono nemmeno saliti su un treno, per apprezzare la grazia del moto uniforme in alcuni tratti rettilinei della strada ferrata. Sono vittime anche in questo. Vittime di una viabilità disordinata. Vittime di cattivi esempi e di messaggi contraddittori. Come quelli arrivati loro attraverso le lugubri onde sonore dopo la marcia notturna di preghiera, partita da Varco Notar Ercole e terminata a Silla di Sassano poco prima della mezzanotte del 29 settembre, davanti al bar della tragedia.

– Il responsabile della sede, Roberto De Luca –


 

2 Commenti

  1. iolanda sansone says:

    Certamente la comunità di Sala Consilina non si è fatta onore per i festeggiamenti del Santo Patrono:non cascava il mondo se per una volta si limitavano alla sola festa religiosa,perchè questa è una tragedia che ha sconvolto l’Italia intera,è un dolore immane per tutti.Sono,però,tragedie che si potrebbero e si dovrebbero evitare.Ma c’è omertà fra tutti coloro che,nella notte,assistono (o sentono dalle loro abitazioni i rombi dei bolidi)alle gare di corsa automobilistica su strade urbane ed extraurbane,trasformate per poche ore in autodromi.A tutti i giovani voglio dire:la vita va vissuta e va goduta,ma ci sono tanti modi sicuri per divertirvi,non sempre serve la famosa”scarica di adrenalina”.Non mettete a repentaglio questo grande dono che DIO vi ha dato.

  2. chirichella michelina says:

    VORREI LANCIARE UN MESSAGGIO CHE MI PIACEREBBE FOSSE RACCOLTO DA PIU’ PARTI.PERCHE’ NON FACCIAMO UNA MANIFESTAZIONE PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA IN CUI SIANO PRESENTI NEL CORTEO IN TESTA I SINDACI DEL VALLO LE SCUOLE ED I PROFESSORI TUTTE LE ASSOCIAZIONI DEL VALLO CON CHIUSURA A LUTTO DELLE SARACINESHE DELLE ATTIVITA’ DI VOLTA IN VOLTA DEL PAESE INTERESSATO DAL CORTEO E NOI GENITORI,QUESTO A RICORDO DI TUTTE LE VITTIME DELLA STRADA,PONENDO NEI RAGAZZI LA DOMANDA QUANTA GENTE SCENDE IN CAMPO PER LA NS VITA.VEDIAMO QUANTI E CHI RACCOGLIE QUEST’IDEA ADUCATIVA E FORTE PER L’IMPONENZA DELLA MANIFESTAZIONE,QUESTO DIMOSTRERA’ LA NS SENSIBILITA’ NON LE VANE CHIACCHIERE NATE QUA E LA’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*