D. – Eccellenza, ancora una volta il territorio della diocesi di Teggiano-Policastro viene scosso da una tragedia di così grande portata

R. – “Di fronte a tali tragedie rimaniamo scossi ed attoniti. Noi, però, non siamo nessuno per giudicare. In questi casi tutti noi, indistintamente, siamo chiamati ad una profonda riflessione, ma ripeto, non cadiamo nella tentazione di giudicare”

 

D. – Da questa vicenda emerge la forte preoccupazione di un genitore di non poter assicurare un futuro ai propri figli

R. – “Certamente anche la Chiesa deve sapere meglio intercettare i bisogni della gente e quando si arriva a compiere un gesto estremo, vuol dire che tutto ciò che prima poteva essere fatto non è stato fatto.  Però, di fronte a tragedie così grandi, non possiamo che fare, tutti, una profonda riflessione e stare, prima di tutto,  quanto più possibile vicini a questa famiglia. E’ troppo facile dire che nella vita bisogna lottare dolorosamente e che il gesto estremo del suicidio non è la soluzione del problema. Invece dobbiamo, purtroppo, prendere atto di quanto è successo ed impegnarci nell’elaborare strategie adeguate per fare sentire meno sole le persone e cercare di intercettarne le difficoltà ed i bisogni.  Solo se riusciamo ad individuare le solitudini, se riusciamo a costruire reti di solidarietà e di condivisioni, possiamo costruire relazioni di affetti e, soprattutto, percorsi  di fiducia e di speranza”

 

D. – Un richiamo particolare a qualcuno, Eccellenza?

R. – “No. Le solitudini vanno combattute da tutti. Da tutti, nessuno escluso. A cominciare ovviamente dalla Chiesa, ma nessuno può e deve chiamarsi fuori”.

– Rocco Colombo  – ondanews –

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