https://c1.staticflickr.com/9/8503/29055481286_7d62712e84_b.jpgTre sub hanno perso la vita a Palinuro: Mauro Tancredi, Mauro Cammardella e Silvio Anzola, i primi due del posto e il terzo di Milano.

Cammardella era il titolare del “Centro Mauro Sub” di Centola.

Sul posto, insieme al Sostituto Procuratore Palumbo del Tribunale di Vallo della Lucania, c’è il sindaco di Centola, Carmelo Stanziola.

I tre erano in acqua dalle ore 10.00, l’allarme è scattato intorno alle 12.30. I sub erano usciti in dodici per un’immersione “a parete” nei pressi di Cala Fetente, a Palinuro, durante la quale – secondo le prime ricostruzioni – uno di loro, il turista milanese Anzola, si sarebbe avventurato in una grotta. Cammardella e Tancredi lo avrebbero seguito. Tutti e tre non sono più riemersi.

I corpi, non ancora recuperati, sono stati individuati in una grotta profonda 45 metri.

“Quando ci si è accorti che i tre sommozzatori non erano più riemersi – ha riferito il sindaco – è  subito scattato l ‘allarme”. Sul posto sono giunti immediatamente i sommozzatori dei Vigili del Fuoco e il personale della Capitaneria di Porto.

“Solo una bolla d’aria potrebbe tenerli in vita. Ma sarebbe un miracolo”, ha dichiarato il capo dei sommozzatori che ha coordinato le operazioni.

I superstiti sono stati ascoltati per cercare di fornire elementi utili per la ricostruzione di quanto accaduto.

Una tragedia analoga è avvenuta nel giugno di 4 anni fa, quando quattro sub morirono dopo essere rimasti intrappolati in una grotta. Un altro incidente, invece, avvenne nel 1996, quando a perdere la vita furono tre cittadini polacchi durante un’immersione nella zona nella grotta denominata “Scaletta” a Punta Iacco.

Nel 1984, il 16 agosto, morirono due giovani speleologi subacquei friulani. Stavano esplorando una grotta sottomarina nelle acque della “Cala Fetente” a Palinuro, lo stesso luogo dove è avvenuto l’incidente di oggi.

– Filomena Chiappardo –



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Un commento

  1. riccardo says:

    quando si praticano luoghi insidiosi, forse sarebbe opportuno lasciare un segnale che traccia il percorso fatto: ad esempio una corda resistente alle abrasioni.

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