
Nella mattinata odierna nelle province di Salerno e Napoli i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, con i Carabinieri dei Comandi Provinciali territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di misura cautelare personale nei confronti di 9 persone.
Nel dettaglio, sono 2 gli arresti in carcere, una persona ai domiciliari, a 4 persone è stato imposto l‘obbligo di dimora nel comune di residenza, ad un’altra il divieto di dimora e ad una l’interdizione per un anno dall’esercizio dell’attività imprenditoriale. Tutti sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e furto aggravato di ingenti quantità di materiale ferroso, prelevato prevalentemente presso cantieri della Rete Ferroviaria Italiana.
L’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, a seguito degli interrogatori preventivi disposti dal GIP, riguarda una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno che ha avuto inizio nel settembre 2022 e si è protratta per diversi mesi, interessando diverse regioni del territorio nazionale e alcuni Paesi europei ed extraeuropei e che lo scorso 8 settembre ha già portato all’esecuzione di numerosi provvedimenti di sequestro.
Le complesse e articolate indagini, nate a seguito di un controllo effettuato dai Carabinieri del reparto Speciale nei confronti di un’azienda di Albanella operante nel settore del trattamento/recupero dei rifiuti urbani e speciali, sono state condotte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche, video riprese e pedinamenti che hanno consentito di individuare un collaudato sistema ritenuto finalizzato ad illecite attività di smaltimento rifiuti. Le indagini si sono sviluppate su due filoni principali.
Un primo, relativo alla società Ricicla Campania srl con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e sede operativa ad Albanella, ha consentito di accertare gravi indizi sulla gestione illecita di rifiuti urbani ingombranti, di imballaggi misti, di rottami ferrosi, parti di pneumatici fuori uso e guarnizioni di plastica, destinati illegalmente ad impianti della Thailandia, in assenza della documentazione prescritta o attraverso la falsificazione della stessa e comunque in violazione della normativa, nazionale e comunitaria, vigente in materia di esportazione di rifiuti.
Il secondo, invece, si è sviluppato partendo dalla gestione illecita di rifiuti ferrosi che la stessa società Ricicla Campania cedeva “in nero” alla società Cermetal S.r.l., riconducibile ad una nota famiglia di imprenditori locali, attraverso una serie di prestanome. In un’occasione si è accertato anche un’illecita esportazione in Turchia di complessivi 5.154.760 kg di rottami ferrosi, falsamente documentati come End of Waste, ovvero materiale di recupero; in particolare sarebbe stata falsificata la documentazione per consentirne l’esportazione in violazione della normativa vigente. Gli approfondimenti investigativi successivi hanno consentito di ricostruire una più ampia attività di gestione illecita di rifiuti metallici, da parte di una serie di ulteriori società, ovvero Cermetal s.r.l., C.R. metalli s.r.l., Rag.Metal. S.r.l., Autoricicla S.r.l., Rafecology S.r.l., realizzata avvalendosi del meccanismo fraudolento del “giro bolla”, consistito nella emissione di documentazione falsa emessa a nome di società inesistenti.
E’ stato disposto il sequestro di 3 milioni quattrocentomila euro finalizzato alla confisca, diretta e per equivalente. Nel corso dell’operazione sono state inoltre sequestrate 5 società di trattamento e recupero rifiuti, nonché beni mobili e immobili fino al raggiungimento della cifra riconosciuta quale provento dell’attività criminosa. Sono stati, inoltre, sequestrati gli impianti e gli automezzi delle società strumentali alla commissione degli illeciti.
Al termine delle operazioni sono stati sequestrati 71 conti correnti per un ammontare depositato sugli stessi pari a 1.044.295 euro, 7 auto e 8 motoveicoli per un valore di 95mila euro, 3 appartamenti per un valore di 300mila euro, 4 terreni agricoli per un valore di 75mila euro, 8 camion e gli impianti aziendali utilizzati per il trasporto e la gestione illecita dei rifiuti.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva. È importante sottolineare infatti che il relativo procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.


