Non è il caso nemmeno di evidenziare e di partecipare alla popolazione civica lo sgomento con cui apprendiamo i gravi fatti di cronaca che riguardano da qualche giorno il territorio del Vallo di Diano. L’ennesimo tentativo di deturpare e depauperare le risorse ambientali della nostra amata terra provoca sdegno e rabbia. Come si può piegare alla tematica turpe del facile guadagno quel bene primario rappresentato dalla salute dei consociati?

Così il sindaco di Teggiano Michele di Candia commenta i fatti che hanno recentemente visto protagonista l’intero territorio, la cosiddetta operazione “Shamar” che ha portato alla luce un traffico di rifiuti nel Vallo di Diano.

È una domanda che in una società civile dovrebbe essere del tutto assente, anzi praticamente impossibile. Ma così non è – continua il primo cittadino -, e grazie alla vigilanza del territorio effettuata pregevolmente dalle Forze dell’Ordine ed al lavoro di informazione dei più sensibili organi di stampa, vengono a galla situazioni che, vedendo sottoposti ad indagini medesimi cittadini del territorio vallivo, giustamente eviscerano sentimenti di sdegno, rabbia e vergogna per quanto in accertamento. Ma tali sentimenti non debbono scaturire nella semplificazione di fare di tutta l’erba un fascio”.

L’agire di pochi sconsiderati, quando acclarato, non può e non potrà infangare l’intero Vallo di Diano afferma Di Candia -, che è e resta un territorio sano, composto da persone alacri, lavoratori instancabili che costruiscono e hanno costruito negli anni il proprio futuro, nell’agricoltura, nell’industria, nell’economia, con primaria ed estrema attenzione alla conservazione della purezza dei terreni ed al rispetto delle regole di conservazione dell’ambiente. La Comunità teggianese che rappresento pone, pertanto, piena fiducia nell’attività investigativa della Magistratura, confermando la totale disponibilità, come già in passato, della macchina amministrativa alle indagini in atto ed alla eliminazione delle conseguenze, ed a prescindere se le stesse riguarderanno territori di competenza di Teggiano, al fine dell’acclaramento dei fatti e dell’assicurazione alla giustizia dei colpevoli”.

– Paola Federico –

6 Commenti

  1. Andrea cimino says:

    Trovo sconcertante che una rete organizzata di criminali affiliati alla camorra siano definiti dal sindaco di Teggiano “pochi sconsiderati”.

  2. Sono mancati negli anni i controlli, tutti, amministratori di ieri e pseudo commendatori di oggi in passato hanno minimizzato, ridacchiato, trascurato segnalazioni di attenti cittadini o di chi per caso si è trovato ad essere testimone oculare. Ora non bisogna ingigantire, la magistratura farà il suo corso. Attenti, come dice il primo cittadino di Teggiano: L’agire di pochi sconsiderati, quanto acclarato, non può e non potrà infangare l’intero Vallo di Diano.

  3. Rocco Panetta says:

    Invito il Sindaco di Teggiano a leggere il reportage del giornalista professionista e scrittore di Sala Consilina, Angelo Mastrandrea , pubblicato il 3 Febbraio 2020 sulla rivista Internazionale e riproposto dall’ autore su FB, dopo gli arresti a seguito dell’ indagine della DDA di Potenza, diretta dall’ottimo Magistrato di Polla, dott. Francesco Curcio.

  4. Rocco Panetta says:

    Resto in attesa delle scuse nei miei confronti,come già evidenziato nel mio post pubblicato su FB.

  5. Alcune di queste persone sono ai domiciliari, comodamente sul divano, dopo che hanno seminato morte.
    Dovrebbero rinchiuderli e buttare le chiavi.

  6. Piuttosto che sparare ca@@@e,cercando di fare demagogia nascondendo la verità su quanto il territorio Vallese sia stato purtroppo da tempo inquinato da vari personaggi ,dimostrando di conoscere poco la realtà di quanto sia alto il numero di PATOLOGIE ONCOLOGICHE già da tempo ,quando purtroppo tanti cittadini vallesi ,scoperto il problema oncologico attraverso i viaggi della speranza si rivolgevano a luminari del centro-nord ,portando in “regalo” prodotti alimentari del vallo ,che sistematicamente venivano rifiutati perché già etichettati come PERICOLOSI, a dimostrazione del fatto che avevano già intuito il degrado ambientale del territorio e che oggi qualcuno cerca di nascondere la polvere sotto il tappeto.

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