Traffico illegale di rifiuti tossici da Salerno alla Tunisia, una vicenda che ha portato all’arresto nella nazione africana di 12 persone tra cui il Ministro dell’Ambiente tunisino Mustapha Aroui.

Era partito lo scorso aprire dal porto di Salerno, proveniente da una ditta di rifiuti con sede a Polla, un carico di 70 container con 120 tonnellate di rifiuti plastici post-industriali che avrebbero viaggiato con false dichiarazioni e autorizzazioni relativamente alla natura degli stessi. Un fatto denunciato dal consigliere regionale del M5S Maria Muscarà e dall’europarlamentare Piernicola Pedicini con un’interrogazione. La ditta di Polla non è coinvolta nelle indagini relative all’accaduto. 

Per continuare a far luce sui contorni di questa storia e capire in che modo sarà gestito il rimpatrio e successivo smaltimento dei rifiuti che torneranno adesso in Campania, abbiamo presentato una nuova interrogazione. Una cosa è certa, chi ha sbagliato dovrà risponderne” afferma la Muscarà.

Come dichiarato dal portavoce delle Dogane tunisine, Haytem Zanned, la società tunisina che ha importato i rifiuti dall’Italia, attiva nel settore del riciclaggio di materiali plastici post-industriali, avrebbe presentato false dichiarazioni e autorizzazioni riguardo alla natura dei rifiuti importati, vietati ai sensi delle convenzioni internazionali di Basilea e Bamako.

I rifiuti, pur essendo stati dichiarati materiale plastico, sarebbero in realtà tossici. I movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento sono disciplinati dalla convenzione di Basilea di cui l’Unione Europea è parte e dalla Convenzione di Bamako per l’Unione Africana. Le convenzioni richiedono alle parti di garantire la gestione e lo smaltimento di tali rifiuti con modalità consone dal punto di vista ambientale. In più l’Unione Europea ha adottato il Regolamento Spedizione dei Rifiuti che proibisce l’esportazione di rifiuti tossici o pericolosi verso Paesi del Sud del Mondo.

Data la gravità della questione – sottolineano Pedicini e Muscarà – abbiamo chiesto alla Commissione europea quali sono gli strumenti con cui verifica che gli Stati Membri impediscano tali traffici illeciti da zone devastate dalle ecomafie. Inoltre abbiamo chiesto se intenda integrare l’Accordo di Associazione con la Tunisia di strumenti per fronteggiare l’importazione illecita di rifiuti tossici”.

– Chiara Di Miele –

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