All’alba di questa mattina il Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, coadiuvato da oltre 200 militari dell’Arma, in provincia di Enna e in tutto il territorio nazionale ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Enna, Luisa Maria Bruno, a carico di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, precursori di droghe, produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope. A finire in manette anche M.R. ed R.B., 34enni di Capaccio Paestum. 

L’indagine, brillantemente diretta per oltre due anni dal sostituto procuratore Giovanni Romano, di recente prematuramente scomparso, e scaturita dal monitoraggio dei social network e dei siti web utilizzati anche per la vendita online di sostanze anabolizzanti e stupefacenti, ha consentito di individuare una fitta rete di persone dedite alla distribuzione sul territorio nazionale di tali sostanze. Gli indagati sono risultati essere utilizzatori massivi di mezzi di comunicazione telematici, nonché di strumenti di pagamento digitali, anche mediante identità artefatte, allo scopo di eludere eventuali controlli. Gli stessi, inoltre, erano in diretto contatto con centri di distribuzione nelle province di Salerno, Lecce e Modena, nonché con altri pregiudicati attivi nel medesimo traffico illegale.

Gli approfondimenti sui canali di vendita hanno consentito di individuare anche collegamenti tra gli indagati e titolari o gestori di palestre, negozi di articoli per body builder e, in alcuni casi, giovani atleti non professionisti, quali utilizzatori ultimi delle pericolose sostanze anabolizzanti. Per tale motivo sono stati emessi anche 57 decreti di perquisizione domiciliare e personale a carico di altrettante persone. I numerosi sequestri operati su tutto il territorio nazionale e le successive analisi chimico-tossicologiche effettuate sui campioni in parola nei laboratori dei Carabinieri delle Investigazione Scientifiche (RIS) di Roma e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno consentito di riscontrare la produzione clandestina delle sostanze sequestrate, per la maggior parte di provenienza estera.

L’analisi dei flussi finanziari ha permesso, inoltre, di tracciare transazioni internazionali verso la Bulgaria, la Slovacchia, la Polonia, la Romania e la Serbia e di attivare i canali di cooperazione internazionale, ottenendo risultati estremamente positivi in termini di individuazione di persone e aziende noti agli organi di polizia collaterali ed attivi nel traffico di anabolizzanti.

I sequestri, eseguiti nel corso di due anni di attività investigativa, hanno consentito di sottrarre dal commercio illecito circa 18.000 confezioni di sostanze dopanti e stupefacenti, di cui circa 300 flaconi di sostanze stupefacenti (nandrolone) trovate all’interno di spedizioni postali individuate in tutta Italia, per un valore complessivo stimato ammontante a circa un milione di euro.

I venditori, nell’ambito del loro e-commerce illecito, dispensavano consigli e terapie su come assumere i farmaci vietati, redigendo veri e propri planning terapeutici, pur non avendo alcun titolo accademico o precipua competenza in materia. E’ stato riscontrato che l’età media degli assuntori di tali pericolose sostanze oscillasse tra i 20 e i 40 anni, con rari casi di ultrasessantenni utilizzatori di sostanze dopanti per migliorare la loro forma fisica in previsione delle vacanze estive.

– Chiara Di Miele –

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