Sarà nelle sale cinematografiche da giovedì 6 novembre, ma oggi, nel giorno dell’Armistizio che pose fine alla Prima Guerra Mondiale, si proietta in anteprima in cento paesi del mondo “Torneranno i prati”, la nuova attesa opera del Maestro regista Ermanno Olmi.

Un film che ricostruisce alcuni degli eventi della First World War, alla vigilia della disfatta di Caporetto, “che – spiega Olmi – non vuole essere un film sulla guerra ma sul dolore della guerra”. Tra i protagonisti, insieme a Claudio Santamaria,  Alessandro Sperduti e Francesco Formichetti, il 30enne attore salese Andrea Di Maria. L’evento ha rappresentato l’occasione per fare una chiacchierata con  Di Maria, artista poliedrico che, questa volta, si è cimentato in un ruolo così diverso dai precedenti personaggi. In attesa di rivederlo sul grande schermo, Andrea ci ha parlato della sua esperienza sul set e ci ha lasciato con una simpatica promessa.

  • Il sei novembre esce nelle sale “Torneranno i Prati”, di Ermanno Olmi, un film sulla Grande Guerra che ti vede tra i principali protagonisti. Puoi anticiparci qualcosa sul tuo ruolo?

“Torneranno i prati è un film ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Il racconto si svolge durante l’arco di una notte. I personaggi del film non hanno un nome,  c’è la prima vittima, la seconda, l’Ufficiale territoriale, il Tenentino, il Capitano. Io interpreto il conducente di mulo…la leggenda narra di un napoletano che portava il rancio alle trincee, e cantava così bene che nessuno gli aveva mai sparato e poichè tutti condividevano il canto, questi era un modello di pace”

  •  Immaginiamo che per te questa sia stata un’esperienza particolarmente formativa ed emozionante. Cosa significa, per un giovane attore che ha mosso i suoi primi passi in una cittadina di provincia, lavorare con un mostro sacro del cinema italiano?

Di Maria“Credo che non faccia differenza il luogo di nascita , quando si incontrano questi grandi Maestri le gambe tremano allo stesso modo, l’emozione parla lo stesso linguaggio, da Napoli a Roma, a Milano, a Sala Consilina. Quello che cambia può essere l’approccio; ho cercato di vestire il personaggio con abiti  cuciti negli anni trascorsi nel mio paese”

  •  Raccontaci un piccolo e curioso aneddoto accaduto durante le riprese

“All’inizio delle riprese vi fu una nevicata memorabile, ci siamo trovati all’improvviso con cinque metri di neve e con le scenografie completamente sepolte. Il mio primo ciak è stato traumatico, il piano di lavorazione prevedeva una scena in cui conducevo il mulo su per la montagna. L’animale era un po’ nervoso a causa del clima e delle condizioni precarie. Intonai la  canzone e muovendo il primo passo affondai letteralmente nella neve soffice, il mulo si imbestialì e cominciò a correre andando quasi a travolgere la  troupe e chi stava intorno, tra la paura generale. Tra me e me dissi “accumminciamm buon, primo e ultimo giorno”

  •  Cosa c’è tra i tuoi prossimi progetti?

“Un’intervista video per Ondanews”.

– Annachiara Di Flora – 


 

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