Una triste e misteriosa faccenda quella capitata a Maria Chiara Mariotti, una donna originaria di Tito, ma residente a Fano da oltre 40 anni. Da sempre la signora Mariotti si era recata al cimitero di Tito a far visita ai suoi due fratellini, morti nella metà degli anni 60 dopo la nascita, scoprendo solo dopo tanti anni, con enorme sorpresa, che in quel loculo in realtà era sepolto un uomo adulto.

L’amara scoperta è avvenuta, secondo quanto si legge su Il Quotidiano della Basilicata, dopo che lo scorso anno, Maria Chiara aveva deciso di trasferire le due salme a Fano. Al momento della riesumazione, dalla cassettina di zinco sono venute fuori delle ossa troppo lunghe per poter essere appartenute a due bambini, più altre contenute in una busta di plastica e un paio di occhiali. A questo punto la sorella dei Mariotti avrebbe chiesto spiegazioni, ma nei registri comunali non risulterebbero esumazioni e tumulazioni nei loculi relative a quel periodo. In seguito alla mancanza di tracce che possano condurre ad una spiegazione plausibile dell’ “errore” sono partiti gli esposti alla Procura di Potenza e le indagini dei Carabinieri della sezione di Polizia Giudiziaria.

Abbiamo dato agli investigatori tutta la collaborazione possibile e avviato un percorso amministrativo per farci carico di tutti i costi che ciò comporta, anche arrivando fino a un’ordinanza sindacale per riesumare i corpi di quella sezione del cimitero, sperando di trovare i due bambini e mettere un punto definitivo a questa storia, prima di tutto per una questione di rispetto e di civiltà” è quanto afferma all’Ansa il sindaco di Tito Graziano Scavone.

L’inchiesta, nel frattempo, ha fatto passi in avanti grazie al ritrovamento del registro che avrebbe dovuto contenere le annotazioni relative alle tumulazioni di quegli anni e che finora si riteneva smarrito dopo il terremoto del 1980. Anche se dei gemellini non c’è alcuna traccia nel registro, si è scoperto che nel loculo vicino ci sono i resti del padre di un operaio che lavorava all’epoca per i servizi cimiteriali. Se quindi dovesse trattarsi di uno “scambio di salme” lo scenario che si aprirebbe sarebbe addirittura più complicato, considerato che anche altre famiglie hanno presumibilmente onorato la memoria dei propri cari davanti a tombe che in realtà non contengono le loro salme.

– redazione – 

 

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