Si è tenuto ieri mattina, presso la parrocchia S. Alfonso a Padula Scalo, il convegno dal titolo“Terra d’asilo – dall’emergenza Nordafrica alla rete SPRAR”, voluto dalla Caritas diocesana di Teggiano – Policastro in collaborazione con la Tertium Millennium Cooperativa Sociale e l’Associazione “Il Sentiero ONLUS”, moderato dalla giornalista Stefania Marino.
Alla presenza dei sindaci di Padula, Eboli, Polla, Pontecagnano Faiano, Roscigno e Santa Marina, centri che hanno accolti i rifugiati, del Questore Antonio De Iesu e del Prefetto Maria Gerarda Pantalone , si è discusso dello SPRAR, ossia del  Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali che accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.
A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento. Presenti, tra gli altri, Pierangelo De Siervi, in rappresentanza della Banca Monte Pruno, Don Vincenzo Federico, direttore Caritas diocesana, Oliviero Forti, responsabile Immigrazione Caritas Italiana e Mons. Antonio De Luca, Vescovo di Teggiano – Policastro.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per conoscere storie di accoglienza e di integrazione dei rifugiati nel nostro territorio, frutto della costruzione della “cultura dell’accoglienza”, alla quale da anni ormai lavorano la Caritas, la Diocesi e gli Enti locali. Grande soddisfazione è stata espressa dal Questore De Iesu per l’integrazione che si è riuscita a creare tra i residenti e i rifugiati, “per la situazione di equilibrio che non ha visto nessun fenomeno di xenofobia: è realmente una terra d’accoglienza, una terra d’asilo”, ha commentato il Questore.
“Il modello SPRAR vede tre soggetti attivi: lo Stato, gli Enti locali e le Associazioni di volontariato. Questo rappresenta un modulo vincente, nel quale crediamo fortemente”, ha dichiarato il Prefetto Pantalone. Le storie belle esistono. E bisogna conoscerle e raccontarle.

– Filomena Chiappardo –


 

Commenti chiusi