Si è tenuta questa mattina a Teggiano, presso la sede Caritas diocesana, la conferenza stampa di presentazione del progetto “Presidio” nella Piana del Sele. Il progetto, finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana con il coordinamento di Caritas Italiana ha come obiettivo quello di sostenere ed accompagnare i lavoratori immigrati impiegati in agricoltura. “Presidio” è attivo in dieci diocesi distribuite sul territorio italiano: da Caserta a Ragusa, Da Nardò-Gallipoli ad Acerenza, da Oppido Mamertina Palmi a Saluzzo, Foggia, Melfi-Rapolla Venosa e infine Trani-Barletta- Bisceglie.

Presenti, tra gli altri, questa mattina, Mons. Antonio De Luca Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Oliviero Forti Responsabile Immigrazione di Caritas Italiana, Luciana Forlino Responsabile Monitoraggio Presidio e Don Vincenzo Federico Direttore della Caritas di Teggiano-Policastro.

Si tratta nel complesso di un gruppo di operatori che girano le campagne con dei furgoni o dei camper riconoscibili grazie al logo di progetto e possono seguire così, gli spostamenti dei lavoratori garantendo assistenza in ogni luogo dove c’è un Presidio Caritas. Il piano di lavoro è partito nei primi giorni di luglio e fino ad oggi si è sviluppato principalmente in Località Santa Cecilia ad Eboli, nel cuore della Piana del Sele, una zona dove il lavoro in agricoltura a differenza di altri contesti territoriali, non conosce stagionalità. Migliaia sono i lavoratori che si muovono tra le serre e i campi in condizioni di grave precarietà. Il furgone con il logo Presidio staziona a Santa Cecilia 3 volte a settimana. Grazie alla presenza di un operatore che conosce la lingua araba si è riusciti ad entrare in contatto con decine di lavoratori stranieri prevalentemente del Marocco, registrando problematiche di tipo legale e di tipo sanitario. Fino ad oggi gli operatori del progetto Presidio hanno accompagnato l’iscrizione al servizio sanitario nazionale, la prenotazione e l’effettuazione di visite mediche specialistiche.

“Quella di Teggiano-Policastro è la diocesi italiana che sta accogliendo più profughi –  ha detto Oliviero Forti –  il fenomeno dello sfruttamento lavorativo é largamente diffuso nel nostro Paese  ed in particolar modo nel meridione d’Italia,  il progetto presidio vuole garantire una presenza costante vicino a chi deve subire forme di lavoro in alcuni casi para schiavistiche. Salute, tutela legale e sanitaria sono le attività che gli operatori presidio stanno garantendo da Saluzzo a Ragusa. Il progetto –  ha concluso – vuole essere un segno concreto di vicinanza della Chiesa italiana verso gli ultimi”.

Dagli ascolti effettuati, sono emerse diverse criticità soprattutto legate alle condizioni di alloggio che hanno portato gli operatori a fornire vestiti, alimenti, coperte, medicine.

Giovanna Quagliano


 

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