Sette mesi e mezzo fa una signora, mentre si stava recando al lavoro, finisce in un torrente sulla Strada Provinciale Teggiano-Polla a causa del manto stradale reso viscido dalla perdita di olio di un automezzo di cui, finora, non è stata ancora scoperta l’identità.

Di seguito la lettera che la figlia Concetta ci ha inviato:

“Sette mesi e mezzo sono passati da quella maledetta mattina che devastò la mia famiglia e da allora mia madre ancora non è tornata a casa. Quello che stiamo vivendo è alquanto incredulo. Un incubo che purtroppo non  avrà fine per noi e riuscire a trovare la forza per potersi rialzare e continuare, magari anche, o forse, direi, spesso col sorriso sulle labbra è del tutto difficile!!

Questa mia lettera vuole essere un appello o forse anche un modo per non restare in silenzio, un modo per continuare a combattere e a credere che ancora esiste la vera giustizia…Dico questo perché a distanza di tanti mesi ancora non siamo riusciti a guardare negli occhi chi  ha causato tutto questo.

Io stessa, come del resto mia madre, sono una persona che crede ancora nei valori di un tempo, forse passato ma non tanto lontano da noi. Valori come  lealtà, onestà, fiducia, giustizia. Insomma  persone che riescono, in un mondo dove vige la cattiveria, a vedere ancora del bene negli altri.

Confido molto nelle autorità e a chi si sta occupando del nostro caso e credo e mi auguro c he ci sia,  una giusta punizione! In modo  molto umile mi rivolsi, appena successo l’incidente, a colui che purtroppo aveva in ,modo anomalo, provocato questa serie di incidenti a catena dove ad avere la peggio fu  mia madre, con la speranza che ammettesse le proprie colpe  chiedendo semplicemente scusa o un perdono, che non puo’ valere niente ma che  puo’significare molto per persone semplici come noi. Nessuno di noi avrebbe o ha ancora intenzione di puntare il dito contro nessuno, nonostante la vita di mia madre sia stata distrutta e le nostre  di conseguenza hanno subito uno sconvolgimento inaspettato e anche difficile da superare e accettare, ma credere che ancora possa esistere della BUONA gente  fa parte del nostro carattere e soprattutto del carattere di mia madre. Ribadisco perciò, l’appello di uscire e di  avere il coraggio di almeno chiedere “scusa”  perchè credo e ritengo che almeno questo mia madre abbia diritto di sentirselo dire!Queste righe, però, hanno anche un altro obiettivo: quello di far conoscere le mie intenzioni riguardanti la creazione di un associazione  o movimento, raggruppando tutti casi come quello di mia   madre; insieme  puo’ diventare piu’ facile lottare..uniamoci per non mollare a credere nel BENE, affinchè casi come questi no si verificano ancora , che  sia sempre presente il senso civico in tutti noi e la consapevolezza sulle strada di  essere responsabili della propria vita cosi come e soprattutto della vita degli altri!! Non possiamo e non dobbiamo sempre rimanere in disparte osservando in silenzio, mentre cio’ che ci circonda non ha piu’ alcuna logica, dove i politici non fanno altro che contendersi il trono mentre la gente si ammazza nella disperazione di non riuscire a colmare le spese.Per finire mi rivolgo a chi leggerà questa lettera, con la speranza   che queste mie righe non restino solo parole scritte e lette ma si trasformano in fatti”.

Concetta Cimino

  • Articolo correlato

01/06/2013 – Teggiano : Camion perde carburante sulla SP 39. Diverse auto fuori strada. Ferita gravemente una donna


 

Commenti chiusi