E’ stata rinviata al 7 maggio prossimo l’udienza preliminare davanti al GUP del Tribunale di Lagongegro, Vittorio Del Sorbo, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per otto medici in servizio nel reparto di pediatria dell’ospedale Luigi Curto di Polla, per la morte di Aurora Babino, una bambina di tre anni di Teggiano.

La piccola è deceduta il ‎3 marzo del 2011 all’ospedale Santobono di Napoli, dove era stata ricoverata in condizioni disperate dopo un doppio ricovero all’ospedale di Polla. L’inchiesta è partita subito dopo la morte della bambina, le indagini sono state portate avanti dalla Procura della Repubblica di Sala Consilina ora soppressa e accorpata a quella di Lagonegro. I medici sono accusati di concorso in omicidio colposo. La richiesta di rinvio a giudizio è motivata dal fatto che i medici con le loro condotte colpose concorrenti, avrebbero operato con negligenza nel corso dei rispettivi turni di servizio. Aurora Babino è stata ricoverata a Polla dal 15 al 21 febbraio 2011 per crisi convulsioni. I medici, secondo l’accusa, avrebbero operato con negligenza causando la morte della bambina, dovuta a shock irreversibile conseguente a squilibrio idro-elettrolitico causato da perdita di liquidi e sali a causa di vomito e diarrea. Aurora Babino, stando a quanto emerso dalle indagini, dopo il ricovero a Polla aveva avuto frequenti episodi di vomito e diarrea ed il giorno seguente alle dimissioni, il 22 febbraio del 2011, le sue condizioni peggiorarono tant’è che i genitori la portarono nuovamente al Curto dove arrivò in coma e con una grave insufficienza respiratoria tanto da rendere necessario il ricovero in rianimazione. L’aggravarsi del quadro clinico rese necessario il trasferimento al Santobono di Napoli dove morì il 3 marzo 2011.‎ ‎Lo scorso anno, per fare chiarezza sulle cause della morte, era stata anche effettuata la riesumazione della salma della bambina.

– Erminio Cioffi –


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