Juan Francesco Gallardo miracolato san conoOra ha finalmente esaudito il suo desiderio: inginocchiarsi davanti la statua di San Cono all’interno della cattedrale di Santa Maria Maggiore di Teggiano per ringraziarlo per la grazia ricevuta.

Juan Francesco Gallardo è un uomo di 78 anni, residente a Florida, in Uruguay. La nonna materna, Filomena Di Gruccio, partì da Teggiano nel lontano 1928, portando nel cuore, come tutti gli emigranti teggianesi, la devozione verso San Cono. Ed è grazie a persone come nonna Filomena che, ancora oggi, San Cono è un santo molto amato in Uruguay dove viene festeggiato per cinque giorni consecutivi, dal 3 all’8 giugno di ogni anno, alla cui festa partecipano oltre centomila fedeli.

“Nel 1998 ho avuto un attacco di cuore – riferisce Juan Francesco Gallardo – Sono stato in coma per tre settimane e i medici, a quanto mi hanno raccontato i miei familiari, avevano perso ogni speranza di riportami in vita. Prima di svegliarmi ricordo, come un sogno, di aver visto il volto di San Cono davanti ai miei occhi. Mi sono vegliato e soltanto successivamente i miei familiari mi avevano detto che avevano pregato tanto San Cono affinchè mi facesse guarire. Da allora ho fatto voto di venire a trovare nella cattedrale di Teggiano questo santo miracoloso per ringraziarlo ed ora che ci sono finalmente riuscito mi sento l’uomo più felice del mondo”.

Quello di Juan Francesco Gallardo è soltanto l’ultimo dei “miracoli” attribuiti a San Cono e di cui si è venuti a conoscenza. Qualche anno fa, un bambino di Teggiano, nato con una gravissima malformazione cardiaca, guarì “miracolosamente” dopo che la sorellina di dieci anni più grande sognò proprio San Cono che le disse “domani tuo fratello ritornerà a casa”. Quando il padre si recò presso l’ospedale Santobono di Napoli la mattina successiva per andare a trovare il piccolo nato da pochi giorni e dove era stato ricoverato a causa proprio del gravissimo problema riscontratogli i medici, increduli, dovettero constatare che il bambino era completamente guarito e non presentava più nessuna criticità. Al bambino, ovviamente, fu dato il nome Cono.

– redazione –


 

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