michele pacielloA distanza di due settimane dalla tragedia che è costata la vita a quattro ragazzi, travolti da un auto mentre erano seduti davanti all’ingresso del bar “New Club 2000” nella frazione di Silla di Sassano, Michele Paciello, il papà del 14enne Daniele, una delle quattro vittime, rompe il silenzio e decide di raccontare il dramma che sta vivendo e la battaglia che sta portando avanti perché sia fatta giustizia.

Michele, quando lo incontriamo, è al lavoro nella sua officina a Sala Consilina. Inizia a parlare senza aspettare la domanda. “Non sto bene – dice mentre saluta un cliente – non sto bene – ripete ancora – ma io devo darmi forza. Dio deve darmi la forza. Lo devo fare perchè io sono il perno della famiglia, e se cedo trascino tutto via con me”. La voce di Michele è rotta dall’emozione quando parla del figlio.

“Era un ragazzo meraviglioso chiude gli occhi e fa una pausa di qualche secondo – e ora me lo ritrovo sotto terra per colpa di un pazzo. Venerdì è stato il suo onomastico ed è stata per noi una giornata tremenda. La notte non dormiamo, mia moglie è a casa e non fa altro che guardare le sue fotografie”.

Il papà di Daniele lavora in officina insieme all’altro figlio, il primogenito Giovanni, 5 anni più grande di Daniele. Michele Paciello, come farebbe ogni papà, ha investito la sua vita per dare un futuro ai suoi due figli. “Ho fatto una vita di sacrifici – continua – per i miei figli realizzando una nuova struttura a Sassano per ingrandire così la nostra attività con Giovanni che segue le mie orme e invece Daniele si sarebbe dovuto occupare della parte contabile ed amministrativa dell’azienda”. Nel rivivere i momenti successivi alla tragedia non nomina mai Gianni Paciello, l’autore della strage. Quando ne parla utilizza solo due appellativi “killer” e “pazzo”. Michele non vuole vendetta, lui chiede soltanto giustizia.

“Chi ha ucciso mio figlio ed altri tre ragazzi trasformando la sua auto in un proiettile – dice con tono rabbioso – deve pagare per quello che ha fatto. Deve essere condannato con il massimo della pena e restare in carcere. Questo pazzo ha fatto una carneficina e se un giorno uscirà dal carcere a Sassano non dovrà più mettere piede”. Michele nei giorni scorsi ha incontrato presso il tribunale di Lagonegro, insieme ai familiari delle altre vittime della strage, il Procuratore della Repubblica Vittorio Russo. daniele paciello“Ho chiesto al Procuratore di fare in modo che questa persona, per il bene delle nostre famiglie, non torni mai più a Sassano. Noi vogliamo che lui e la sua famiglia vadano via e non si facciano mai più vedere. Mi dispiace solo per sua madre. Io andrò avanti fino a quando non avrò giustizia, lo devo a mio figlio e gliel’ho promesso”.

Durante la conversazione emerge anche un particolare su quello che è accaduto qualche ora prima della tragedia. “Quella domenica – racconta Michele mentre vicino a lui c’è anche il figlio Giovanniero dal barbiere per tagliare i capelli e nel salone c’era anche chi ha ucciso mio figlio. Insieme ad un amico gli abbiamo detto che avrebbe dovuto smetterla di fare il pazzo con la macchina perchè prima o poi avrebbe combinato qualche guaio. Parole buttate al vento visto quello che è successo dopo qualche ora”.

– Erminio Cioffi –


2 Commenti

  1. Mi ha impressionato la frase del Barbiere ma visto che questo ragazzo era conosciuto per i suoi comportamenti come mai non è stato fermato a dovere? e’ inutile dopo possiamo anche tritarne la carne ma non fa riornare in vita quelle povere vittime e allora assumiamoci tutti la responsabilità, dai genitori alle forze dell’ordine, di fermare questi potenziali assassini

  2. e brutto dopo aver fatto una vita di sacrifici x noi ed in particolare x i propri figli perdere x buffoneria di un ragazzo che era convinto di essere il migliore dei deficienti , caro michele e genitori di giovanni e nicola e brutto e odioso ripetere sempre le stesse cose non e facile dimenticare quanto e successo e ve lo dice uno che ha perso un figlio non e vero che il tempo ti fa dimenticare anzi ti porta a riflettere sul da fare x i nostri figli e parlare affinché nelle famiglie ci sia più tempo x educare i giovani ad aver rispetto x gli altri un abbraccio MICHELE SETARO

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