“Da quella maledetta sera non ci siamo più visti, prego per te, per tuo fratello Luigi e per le famiglie di chi è morto. Ti aspetterò fino a quando sarai libero, io ci sarò per te, ti voglio bene, fatti coraggio”.

A parlare, a distanza di una settimana dal tragico incidente che è costato la vita a quattro giovani di Sassano, è Maria, la fidanzata di Gianni Paciello, il 22enne, anche lui di Sassano, che due domeniche fa con la sua BMW ha travolto ed ucciso quattro ragazzi seduti ai tavolini di un bar della frazione di Silla di Sassano: Daniele Paciello di 14 anni, Giovani Femminella di 16 anni, suo fratello Nicola Femminella di 22 anni e Luigi Paciello di 15 anni, fratello di Gianni, il responsabile della strage.

Maria ha accettato di farsi intervistare dalla trasmissione “La vita in diretta”, in onda su Rai 1. Dalle sue parole traspare l’amore che lei prova per Gianni ma, nonostante l’amore, la ragazza, coetanea di Gianni, non lo difende per quello che ha fatto, ma anzi ritiene giusto che paghi il suo conto con la giustizia per quello che ha fatto.

“Avevamo parlato di mettere su famiglia – continua Maria – ci conosciamo da poco, ma il tempo non conta. Lui è parecchio innamorato di me. Lo aspetterò e qualunque cosa posso fare per lui la farò. Sta male per quello che è successo. Lui deve dare anche coraggio alla madre che in questo momento è sola. Deve prendersi le sue responsabilità per quello che è accaduto che non è una cosa da niente. Ho parlato anche con la mamma di Gianni, sono stata a casa sua, e starò sempre vicino a lei”. la vita in diretta sassano

Paciello dal 28 settembre, giorno in cui è avvenuto il tragico incidente, si trova piantonato, in regime di arresti domiciliari, presso una stanza del reparto detenuti dell’ospedale “San Leonardo” di Salerno, dove era stato trasferito in serata in seguito alle ferite riportate nell’incidente. Il GIP la scorsa settimana ha convalidato l’arresto e gli contestato i reato di  omicidio colposo plurimo. Dall’attività svolta dai Carabinieri è emerso che il giovane, quando ha causato la strage aveva un tasso alcolemico di circa tre volte superiore ai limiti consentiti dalle vigenti normative. Gli inquirenti hanno anche acquisito alcuni filmati, registrati dall’impianto di videosorveglianza installato dal Comune, grazie ai quali è stato appurato che al momento della tragedia l’auto viaggiava alla velocità di 135 chilometri orari.

– Erminio Cioffi –


3 Commenti

  1. signorina però un pochino di colpa dovrebbe sentirsela perchè non penso che il suo ragazzo fosse la prima volta che beveva prima dell’incidente e non penso che il suo comportamento sia stato sempre integerrimo fino a questo maledetto giorno. Allora come mai lei non ha cercato di avvisarlo dei suoi comportamenti? Mi risulta dai testimoni che il suo ragazzo andasse spesso forte. Naturalmente capisco il dispiacere per quello che ha combinato ma in queste cose il pentimento non serve a nulla non fa resuscitare i poveri ragazzi morti quindi pensarci prima è cosa buona e giusta

  2. Quando viene trasmessa l’intervista su la vita in diretta ?

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