Una sedia rossa davanti alle saracinesche chiuse di un bar ed intorno silenzio e tristezza. Nessuna voce confusa o schiamazzo di bambini al ritorno da scuola, nessuna partita a carte tra amici, nessuna corsa degli studenti per salire sull’autobus e accaparrarsi i posti in ultima fila. Davanti al “New Club 2000” solo lacrime, abbracci, ceri accesi, una maglia del Napoli, un’altra della Juventus, un peluche del Milan e bigliettini con frasi dedicate a Luigi, Daniele, Giovanni e Nicola, le giovani vittime della “strage di Sassano”.

Tutti i giorni, un ragazzo con le lacrime agli occhi, il viso triste e il cuore pieno di ricordi si siede su quella sedia rossa davanti al locale, teatro dell’immane tragedia e con la testa china prega e piange. E’ Davide di soli 17 anni, il giovane salvato da Giovanni Femminella qualche istante prima di morire.

Il “ragazzo con la sedia rossa”, infatti, era con le quattro vittime, domenica pomeriggio, a discutere sui risultati delle partite del campionato di serie A. Davide aveva tra le mani la ricevuta di una scommessa di alcune partite “Tanto non ti serve più”, avrebbe detto Giovannino strappandogli la ricevuta dalle mani e dopo avergliela accartocciata la lancia all’interno del bar. L’amico, sbraitando, entra dentro per riprendersela.

Quel gesto del piccolo angelo tifoso del Napoli ha salvato la vita al suo amico Davide. Dopo qualche istante, infatti, Gianni Paciello si è schiantato con la sua Bmw nera contro la vetrina del locale, uccidendo Daniele, Giovanni, Nicola e suo fratello Luigi.

Amici miei mi mancate. Nicó mancano le cavolate che mi dicevi ogni giorno che ti venivo a trovare. Poi mancano le tue risate Danì, sempre a prendere in giro e noi che ti correvamo dietro per acchiapparti. Mancano i consigli sul fantacalcio di Luigi con un sorriso stampato sulla faccia. E manchi semplicemente tu Giovannì che con te fino adesso  un ragionamento serio non l’ho fatto perché non parlavi mai serio! Angeli miei riposate in pace vi porteremo nei cuori per sempre ”, scrive su facebook Davide.

Lui è lì davanti a quel locale, prega, si dispera per quello che ha visto con i suoi occhi. Legge i pensieri sui bigliettini che vengono scritti per i suoi amici, pensa ai momenti felici passati proprio in quel bar di Silla, agli scherzi, alle uscite fatte insieme. Magari spera e aspetta che quei garage si riaprano, così da poter ritornare a vedere Nicola con il suo vassoio a servire i suoi clienti, Giovannino con il suo sorriso contagioso, Luigi con la sua bici e Daniele con i suoi capelli rossi e giocare con loro. Magari immagina di trovarsi tutti insieme nei campetti di Varco Notar Ercole a dare calci al pallone, a fare squadra e fare tanti gol. In quel campo adiacente la chiesa del “Cuore Immacolato di Maria”, invece, ora solo un “silenzio stridente” e fiumi di ricordi per le giornate passate insieme ai quattro angeli della “strage di Sassano”.

Giovanna Quagliano


 

2 Commenti

  1. mi chiedevo ogni giorno che passavo chi fosse quel ragazzo sempre da solo sulla sedia rossa , hai ragione non e facile dimenticare i tuoi amici quando passo rivedo nicola seduto sul gradino del bar e non riesco a credere che non ce piu’ insieme agli altri a fine agosto hanno partecipato al memorial a teggiano di mio figlio e adesso sono con lui ad aggrecarsi agli altri angeli , riposino in pace un abbraccio michele

  2. Angeli, siete angeli tu Daniele, ti ho conosciuto nell’ottobre di 5 anni fa in occasione di un evento bellissimo, la nascita della mia nipotina Lucia CARTOLANO , arrivasti con i tuoi meraviiosi genitori, rimasi colpita da questo bimbo bellissimo
    Un paia di occhi sorridenti e i capelli di un rosso stupendo sembravi un puttino mi venne spontaneo dire e questo da dove esce? E tu fra il timido e sorrisi ti nascosi dietro tua madre ,Daniele apprendere e guardare i giornali da Verona stentavo a riconoscerti e sai perché eravati tutti uguali

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