Abiti neri, un viso stanco, cupo, il cuore pieno di dolore ed un sorriso spento e inesistente, quello di Lina Femminella, 44 anni e mamma di Giovanni e Nicola Femminella, due dei quattro angeli della strage di Sassano. Sono passate quasi tre settimane dall’immane tragedia dello scorso 28 settembre, in cui hanno perso la vita, oltre ai fratelli Femminella, anche Daniele e Luigi Paciello, quest’ultimo fratello di Gianni, il 22enne che quella domenica pomeriggio era a bordo dell’auto assassina. A distanza di 19 giorni dal tragico incidente abbiamo incontrato Lina, il suo carico di dolore si percepisce anche solo guardandola a distanza. E’ una sofferenza incommensurabile che investe con la sua potenza ed è difficile da descrivere.

Non si può guardare avanti e non penso ci sia una via d’uscita – dice logorata dal dolore e con tono di rassegnazione –  non ho più la mia vita, non ho più Nicola e Giovanni, i miei adorati figli. Loro non torneranno mai più da me”. Chi ha avuto modo di incontrare e conoscere Lina di persona sa che lei è una donna forte, una mamma ed una moglie esemplare, sempre pronta a regalarti un sorriso ed una parola di incoraggiamento. Una donna che si è sempre spesa per la famiglia, prendendosi cura dei suoi figli insieme a Cono, suo marito; una mamma che ha continuamente lavorato per assicurare a Giovanni e Nicola un futuro migliore. Lina si divideva tra la casa e due attività commerciali,  il bar “New Club 2000” e il suo negozio di fiori entrambi, ubicati nella frazione Silla di Sassano.

Da quel 28 settembre la mia vita è cambiata, stravolta, per colpa di chi? Di un irresponsabile  – continua – i miei figli non hanno mai dato fastidio a nessuno, erano più che due ragazzi d’oro. Basta chiedere in giro chi erano Giovanni e Nicola. Non perchè erano miei figli, ma perché erano davvero buoni. Sempre rispettosi e sorridenti. Sono stata messa a durissima prova. Me li ritrovo entrambi sotto terra”.

Non è tornata ancora a lavoro Lina, non ha la forza e stimoli per farlo, esce soltanto per andare dai suoi due ragazzi che si trovano nel cimitero di via Santa Maria del piccolo centro del Vallo di Diano.  “Il mio dolore, come la mia rabbia è enorme – dice Lina –  è enorme perché i miei figli erano seduti davanti al loro bar con i loro amici. Come facevano sempre. Questa l’unica loro colpa. Certo che voglio giustizia – sottolinea –  e mi batterò  fino in fondo per questo. Voglio dare giustizia ai miei figli. Glielo devo, è l’unica cosa che posso fare”.

Poi si fa un riferimento a Gianni Paciello, l’unico responsabile della tragedia: “Chi ha ucciso i nostri figli, non merita nemmeno di essere nominato. E prego Dio di non incontrarlo mai, lui mi ha tolto tutto, tutta la mia ragione di vita. Penso anche a quella madre, Pina e al suo dolore, lei non può nemmeno chiedere giustizia. Suo figlio è morto per mano dell’altro figlio”.

Anche i genitori di Nicola e Giovanni Femminella , come papà Michele e mamma Maria, genitori di Daniele Paciello, non vogliono nessuna vendetta, ma soltanto giustizia senza sconti di pena.

Nicola aveva 22 anni ed era fidanzato con Mariagiustina da tanti anni, un amore nato tra i banchi di scuola, lavorava nel bar di sua proprietà, proprio dove lo hanno ucciso. Mi aiutava con gli addobbi floreali, nelle chiese per le varie ricorrenze, non diceva mai di no. Sempre disponibile. Era appassionato di politica e voleva candidarsi alle prossime elezioni comunali. Ora non può più farlo. Giovannino, invece – continua la donna –  andava a scuola, giocava a calcio, era sempre allegro e sorridente, non si arrabbiava mai con nessuno e voleva vedere tutti felici. Due i suoi sogni: diventare calciatore ed imbarcarsi sulle grandi navi per girare il mondo e lavorare,  per questo aveva scelto la scuola alberghiera. Erano davvero dei bravi ragazzi. Me li ha uccisi entrambi. Il mio dolore è al massimo, rivivo in ogni istante quel giorno”.

Lina quel 28 settembre non era al bar con suo marito ed i suoi figli, ma a Polla, in ospedale a far visita a suo padre ricoverato al “Luigi Curto” quando davanti al nosocomio pollese un gruppo di persone parlavano di un incidente mortale avvenuto davanti al bar “New Club 2000”, proprio il locale di proprietà della donna. Non appena appresa la notizia e con il cuore in gola,  Lina, si è subito precipitata a Silla ignara di quello che avrebbe visto di lì a poco. Lì ha trovato i corpi dei  suoi figli in un lago di sangue, privi di vita e coperti da un lenzuolo bianco. Lì quella mamma ha trovato la sua vita distrutta e i suoi sogni infranti. Quel giorno Lina ha messo fine a tutti i suoi desideri. Da quel momento la sua vita è cambiata ed ora vuole soltanto dare giustizia ai suoi due ragazzi.

Giovanna Quagliano


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4 Commenti

  1. Michelina says:

    Il DIO DENARO, ecco la spiegazione.

  2. Francesco says:

    Mandiamo tanta Luce e forza a queste Famiglie, perché ciò non doveva avvenire , l impossibile , Siamo Tutti toccati per queste assenze , ognuno di noi sente nel suo piccolo quegli angeli , strappati ai loro sogni , così… come si dice “per gioco” ; se solo si avesse il coraggio di dar vita alla propria coscienza essere consapevoli…Che Dio Ci metta le sue mani ..

  3. spero vivamente che la giustizia lo condanni alla pena massima non si puo’ distruggere la vita di 4 ragazzi nel pieno della loro vita e nello stesso tempo distruggere i sacrifici di un’intera vita dei genitori fatta di sacrifici e pene continue x tirare avanti io passo tutti i giorni dal luogo della disgrazia e continuo a vedere nicola seduto sui gradini del suo bar non riesco a capire come sia potuto succedere e inpensabile la dinamica del disastro se il colpevole ha un poco di dignita’ sa bene che nessuno lo perdonera’ mai ho perso un figlio giovane in circostanze diverse e capisco i genitori e i familiari che vorrebbero giustizia e ne hanno tutte le ragioni in particolare Cono e Lina che hanno perso tutto x chi devono lavorare e continuare a fare sacrifici. se Dio esiste deve aiutare i genitori che soffrono e punire il colpevole lo so che faccio peccato un abbraccio Michele Setaro

  4. in prov di Potenza un rumeno ubriaco ha ucciso due persone con un incidente stradale e il GIP di Potenza da omicidio colposo lo ha alzato ad omicio volontario. Per la strage di Sassano invece il GIP di Lagonegro (o Potenza) da omicidio volontario lo ha derubricato ad omicidio colposo. Scusa ma come funziona?

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