A distanza di cinque giorni dal trigesimo di Nicola e Giovanni Femminella e di Daniele e Luigi Paciello, i quattro ragazzi uccisi a Sassano travolti da un’auto condotta dal 22enne Gianni Paciello, anche lui di Sassano, Lina, la mamma dei fratelli Femminella, scrive una lettera aperta durissima, proprio nel giorno della commemorazione dei defunti, per esprimere il suo disappunto dopo aver saputo che il 22enne si trova agli arresti domiciliari nel Vallo di Diano.

La mia casa è vuota – scrive Lina – il dolore diventa ogni giorno sempre più forte. La vita per me e mio marito si è fermata a quel tragico 28 settembre, quando quell’auto assassina è piombata davanti al mio bar, schiacciando ed uccidendo i miei figli, insieme a Daniele e a Luigi“.

E’ immensa la sofferenza di mamma Lina, che con il dolore al cuore ripercorre i tragici istanti di quella domenica pomeriggio. La sua rabbia viaggia in parallelo con il suo dolore e nella lettera si rivolge al magistrato che, applicando la legge, ha mandato ai domiciliari Gianni Paciello. “Cara giudice – si legge nella lettera – lei sa che da un mese non sono più rientrati a casa Giovanni e Nicola? Che Maria e Michele non hanno più potuto riabbracciare Daniele? E sa che Pina non ha più il suo Luigi? Lei sa quanto dolore quella persona ha provocato? Vorrei sapere da lei, perché chi ha causato questa strage deve usufruire dei benefici di un confortevole appartamento a pochi passi da me. Ebbene si, cara dottoressa, dopo l’uscita dall’ospedale di quel soggetto anziché sbatterlo in carcere è stato portato in una comoda casa in attesa di processo. Perché non è in carcere? Le voglio ricordare che i miei figli sono sotto terra e lì staranno per sempre”.

La mamma di Nicola e Giovanni, poi, nella sua lettera racconta un episodio che si è verificato proprio qualche giorno fa davanti la struttura dove risiedeva Gianni Paciello: “Io da mamma logorata e distrutta dal dolore ho portato le gigantografie con l’immagine dei miei figli, quelle che abbiamo utilizzato per il trigesimo e per la fiaccolata in loro ricordo lo scorso 28 ottobre, davanti alla struttura della Caritas (dove si trovava Gianni ndr). Perché se ci può stare lui ci possono stare anche i miei adorati figli. Mi chiedo se questa è legge o meglio esiste la legge? Ho dovuto togliere le foto di Giovanni e Nicola perché mi hanno detto che avrei creato disagio a quel ragazzo. A colui che ha ucciso i miei figli. E se non le avessi spostate, quelle gigantografie sarebbe intervenuto un carroattrezzi per rimuoverle. Ordine Pubblico mi è stato riferito. Questa è giustizia?”.

Un attacco arriva anche nei confronti della Caritas diocesana:Vorrei sapere – scrive la signora Lina – perchè c’è stato tanto impegno nel proteggere questa persona quando i miei figli, dei bravi ragazzi sono stati messi sotto terra proprio da lui. Qual è la colpa di Giovanni e Nicola? Essersi trovati davanti al “New Club 2000”, il loro bar. I miei figli sono sotto terra. Grazie per averlo messo al sicuro a poca distanza da casa mia. Mentre i miei figli ora sono al cimitero, lui non può farsi la prigione”.

Parole di amarezza anche nei confronti delle forze dell’ordine:Per tutte le volte – scrive la mamma di Giovanni e Nicola – in cui mio marito ha segnalato ragazzi alla guida di macchine potenti che correvano ad alta velocità, proprio alla rotonda di Silla, la loro risposta è stata “Cosa possiamo fare?”.

La lettera di Lina si conclude con un appello: “Voglio giustizia, ma giustizia vera per i miei figli, ma anche per Luigi e Daniele che erano ragazzi semplici, dolci e buoni. Più che ragazzi d’oro“.

Erminio Cioffi


 

6 Commenti

  1. Non avrei mai pensato che la giustizia italiana arrivasse a tanto questa e isticazione a delinquere cosa aspettate che succeda un’altra disgrazia caro Don Vincenzo invece di proteggere un assassino perché non ti rechi nelle abitazioni dei genitori che hanno perso i loro figli e li guardi negli occhi ce solo amarezza x quanto sta succedendo cerca di porre rimedio e mandalo il più lontano possibile prima che insieme ai familiari qualcuno si faccia giustizia da soli , ieri ho visto al cimitero di Teggiano il padre di Nicola e Gianni era irriconoscibile un uomo che prima della disgrazia era il padre e marito più bravo del mondo. un abbraccio Michele

  2. PINO ROMANO says:

    la strage di sassano non si può tanto commentare a lungo ,perchè ogni commento sono lacrime amare che escono dagli occhi di quei poveri genitori che guardacaso vedono di come è fatta la giustizia italiana……

  3. angelo hai ragione,non esistono parole x consolare lina,madre di due giovani stroncati da na testa di rapa che credeva di essere a monza non alla rotonda di silla, come non esistono parole x consolare antonietta romandetto x aver perso suo marito,giovane(49 anni) marito,padre,nonno,persona x bene,fattiva,difensore dei diritti suoi e dei suoi compagni di lavoro,angelo tu inviti gli amministratori a passarsi la mano sulla coscienza,ok e lei a chi deve chiederlo? a dio?a quel dio che ha armato il piede di chi ha stroncato 4 giovani vite?o vogliamo pensare che sia stato solo un caso,un fatidico caso.Vogliamo chiedere giustizia? già a chi? agli uomini? a dio?o vogliamo capire che purtroppo è successo e niente dico NIENTE potrà restituire i loro cari a queste persone che hanno perduto i loro figli,il suo marito,ma non solo alla signora lina anche alla signora che ha perduto il figlio abele ucciso dall’incoscienza di caino anche figlio suo,angelo mettiamoci anche nei panni di questa signora,è dura,meglio non provarci,noi possiamo commentare ma mai sentire il loro dolore che è immenso.lina vuole giustizia ed ha ragione,da chi?le leggi sono quelle che sono,lina solo il tempo può lenire il vostro grande dolore,non il livore,mai che mai la vendetta che può solo provocare dolore a dolore

    • Esistono due giustizie ..una divina per chi crede e una sulla terra fatta dagli uomini volta a regolare azioni che altrimenti risultano lesivi degli interessi altrui….Cominciamo a far rispettare quest ultima..a quella divina ci pensa Gesucristo….Eh comunque tanto per dire…le leggi esistono…in questo paese ne abbiamo pure troppe…e che molte,tante volte vengono bypassate dalle interpretazioni o discrezionalità di chi deve giudicare…

  4. non ho parole.anzi,ne avrei pero non e consentito.dico solo forza ai genitori delle vittime.

  5. Non esistono parole per consolare il cuore di questa mamma….dico solo una cosa:tutti quanti…forze dell ordine,tribunale,sindaci,amministratori pubblici,preti ,tutti quanti voi…..PASSATEVI NA MANU PI LA CUSCIENZA….io voglio ancora sperare che ne abbiate una….QUESTA GRANDE DONNA CON SUO MARITO STA VIVENDO UN DOLORE COSI LACERANTE DA NON AUGURARLO NEMMENO AL PEGGIOR NEMICO….NON CERCANO PIETÀ…MA CON IMMENSA FORZA E DIGNITÀ. …CERCANO GIUSTIZIA….ANCHE SE NON VI CONOSCO …VI SONO VICINO E SPERO CHE ALLA FINE IL SIGNORE CI DIA PACE…E GIUSTIZIA…

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