Purtroppo si sta verificando quello che abbiamo previsto: a distanza di due anni dall’inizio di questo incubo della pandemia non sono stati recuperati i ritardi accumulati in oltre un decennio di piano di rientro costituito da tagli lineari alla sanità campana. Si sono messe delle toppe con assunzioni a tempo determinato i cui contratti alle volte addirittura non sono stati rinnovati, invece di coprire con contratti a tempo indeterminato tutte le gravi carenze di personale che in Campania superano il 20%. Quindi tutto il peso della situazione si è addossato sugli ospedali per la gravissima carenza di personale dei servizi territoriali, Obi, 118, Usca“.

A lanciare il grido d’allarme è Domenico Vrenna, coordinatore della parte sud dell’Asl Salerno per la Cgil Funzione Pubblica, all’indomani dello stop ai ricoveri programmati ed alle attività di specialistica ambulatoriale non urgenti nelle strutture sanitarie pubbliche della Regione Campania.

E sulle soluzioni Vrenna è perentorio. “Occorre – dice – avere il coraggio di provvedere alla stabilizzazione di tutti i precari e di iniziare immediatamente il percorso di provvedimenti straordinari per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti gli operatori necessari al funzionamento dei servizi territoriali sanitari, di prevenzione e di emergenza, a Sapri e nella nostra regione, per il completamento degli organici ospedalieri ed importanti investimenti per l’adeguamento degli spazi e delle tecnologie ospedaliere“.

E all’ospedale di Sapri da quando è entrato in vigore il provvedimento regionale non si sono registrati particolari problemi, come ha confermato il Direttore sanitario Claudio Mondelli:Non intendo commentare le decisioni della Regione. Del resto, il momento è quello che è. Occorre evitare assembramenti e contagi e tenere le strutture sanitarie integre. Nella struttura sanitaria pubblica saprese le emergenze e gli screening oncologici vengono, in ogni modo, ampiamente garantiti“.

Intanto aumentano anche nel territorio del Distretto sanitario 71 Sapri-Camerota le richieste di tamponi a domicilio da parte di chi, terminato l’isolamento domiciliare, vuole appurare la propria positività o meno. “Stiamo studiando – prosegue Mondelli – con l’Usca di Caselle in Pittari (unica struttura di riferimento per il Distretto 71, ndr) ed il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl una serie di soluzioni per risolvere questo problema”.

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