La raccolta delle olive di quest’anno è stata scarsa e per questo motivo il Comune di Stella Cilento è stato il primo ad aver chiesto alla Regione Campania lo stato di calamità naturale. Il cattivo raccolto è frutto dei cambiamenti climatici e della presenza della mosca olearia, che in questo modo hanno fatto sì che il ricavo proveniente dagli uliveti sia quasi pari a zero.

Abbiamo chiesto alla Regione Campania che venga riconosciuto lo stato di calamità naturale – dice il vicesindaco di Stella Cilento Giuseppe Bianco In tanti anni non ricordo una produzione tanto disastrosa. Siamo sempre stati attenti ai problemi della cittadinanza, il nostro impegno è sempre andato in questa direzione“.

Le prime stime del settore farebbero affermare addirittura che la produzione di quest’anno subirà un calo del 70%. “È stata sconvolta la filiera agroalimentare italiana. Una campagna olivicola disastrosa come quella di quest’anno, si perde nella memoria dei tempi” è l’amara conferma che viene da Michele Russo, presidente regionale dell’Associazione nazionale frantoi oleari.

Coltivatori e produttori, messi in ginocchio dalla povertà della campagna olearia, chiedono quindi agli amministratori provinciali e regionali l’istituzione dello stato di calamità naturale, perché dovranno sostenere spese per interventi agronomici, potature e trattamenti fitosanitari. L’Anfo lancia l’allarme a tutela dei produttori, “con la speranza – spiega Russo – che non cada nel vuoto ma venga recepito da tutte le associazioni di categoria e dalle istituzioni affinché davvero ci sia un’accelerata compartecipazione nella politica agroalimentare e in particolare nel settore olivicolo a garanzia di tanti piccoli produttori e trasformatori, perché rappresentano il perno principale dell’economia nazionale, perché si adoperano per un prodotto di qualità che varchi anche i nostri confini, e non soltanto l’industria agroalimentare. Diversamente molti saranno costretti a chidere, soprattutto le aziende monoreddituali“.

– Paolo Giuseppe Gallo –


 

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