Ad ogni evento luttuoso legato agli incidenti stradali mortali, le famiglie, la scuola, le associazioni, le forze dell’ordine tornano a cercare delle spiegazioni ed una soluzione. Con il presidente dell’Associazione “La Stanza di Giò”, Donato Cafaro, abbiamo chiesto un confronto per conoscere dall’interno il lavoro di una delle tante associazioni che nel Vallo di Diano lavora per educare alla sicurezza stradale.

D. – Sicurezza stradale, da dove iniziare?

R. – “Per diffondere la cultura con la lettera C bisogna investire  in “tempo” e lasciare che  le cose maturino, non è possibile vedere i risultati il giorno dopo né serve pubblicizzare quello che si è fatto sui giornali. Scelgo, però, di espormi per dimostrare che il nostro impegno ci sta ed è silenzioso e costante da sette anni. Il bagaglio di istruzione che cerchiamo di inculcare si converte in azioni con il tempo, quando il sapere di tanti modifica il comportamento di una collettività. In quella direzione stiamo andando, cioè verso la modifica del comportamento collettivo”

D. – Quali sono le vostre principali attività?

R. – “Quest’anno, giusto per ricordarne qualcuna, in rete “La stanza di Giò”,”Life onlus”, “Alci” e “Amici di Padula”, quattro associazioni del Vallo di Diano, insieme e senza farci la guerra abbiamo vinto  un progetto sulla sicurezza stradale accedendo a un finanziamento da parte del CSV di Salerno. Con queste risorse abbiamo stampato e diffuso nelle quinte classi delle scuole primarie di tutto il Vallo di Diano un vademecum per i bambini,  siamo stati in tutti gli istituti scolastici con lezioni pratiche e teoriche. Abbiamo progettato e realizzato un percorso modulare che con grande sacrificio montiamo e smontiamo in ogni scuola per far vivere un’esperienza pratica di educazione alla strada. Con il Piano di Zona, La stanza di Giò sta attuando il progetto Autoresponsabilità per le scuole medie e le scuole superiori. Agli inizi di Maggio con l’evorelly, Valpista, l’Aci delegazione di Salerno abbiamo fatto il primo corso di guida sicura nel Vallo di Diano ai ragazzi. Ho elencato solo alcune delle nostre attività, ma sono tante e tutte finalizzate a formare giovani al valore della VITA”

D. – Ad ogni incidente vi capita di pensare di non aver fatto abbastanza? 

R. – “Stiamo ripetendo da oltre quattro anni che la situazione va affrontata con maggiore sforzo, abbiamo chiesto aiuto a privati, genitori, insegnanti. Serve lavorare insieme. Abbiamo chiesto l’istituzione di un osservatorio sulla sicurezza stradale. Non voglio innescare polemiche ma lanciare un appello di aiuto. Non potete immaginare che sforzo di risorse umane ed economiche serve per programmare, raggiungere e organizzare il progetto in oltre 60 istituti scolastici sparsi nel Vallo di Diano”

D. – La Stanza di Giò vuole lanciare un appello? 

R. – “L’associazione La Stanza di Giò onlus  è ben felice di dare tutte le attrezzature, i format sviluppati in sette anni di attività a chiunque ne faccia richiesta affinché tali progetti vengano sviluppati nel singolo comune. Siamo ben felici di sapere che viene intensificata la formazione e l’informazione. Pur condividendo molto di quanto scritto nella lettera aperta di Enzo D’Arco non posso accettare che si faccia “di tutta l’erba un fascio”, parlando anche di indifferenza di tutti. Nel Vallo di Diano, anche se in pochi, stiamo tentando e in modo non convenzionale e senza pubblicità di invertire un trend sempre più drammatico per i nostri giovani. I nostri giovani non sanno di combattere una guerra, forse non siamo stati capaci di farglielo capire, a noi il compito di trovare la strada migliore per arrivare alla pace”.

– Tania Tamburro – 


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