“Soldati pace” di Vincenzo Rubano è un libro bellissimo. Un lavoro di grandissimo rispetto, da cui traspare la grande sensibilità umana di un giovane appena 25enne, dotato di una bravura davvero eccezionale.

Vicenzo Rubano, con il piglio che appartiene soltanto ai giornalisti di grande spessore, è stato capace di farci addirittura sentire il profumo di quella terra dell’Afghanistan martoriata dalla guerra, riuscendo ad immergersi con la sana incoscienza che è propria dei giovani in quello spicchio del mondo, proponendoci la vita di quella gente, come pochi sarebbero riusciti così bene a fare. La capacità di rendere vive le cose che incontra gli deriva, senz’altro, dall’essere “inviato di guerra alle prime armi”. Lì, dove si lavora per realizzare il desiderio di tanti bambini di poter frequentare la scuola, Vincenzo Rubano ha colto una ghiotta occasione di crescita, portandolo addirittura a convincersi, dopo l’esperienza in Afghanistan, di essere una persona fortunata,”pronto ad affrontare la vita con più ottimismo” e di sentirsi come non mai di essere fiero di essere italiano.

Un gran bel libro, scritto con il cuore e con la freschezza di un giovane che spera, addirittura, che il lavoro del giornalista contribuisca a proporre nella sua vera natura il lavoro dei nostri soldati che vanno nelle zone di guerra per portare soltanto la pace. Consegnare alla storia un bel libro è sempre un’azione meritoria. Se poi è scritto anche con garbo, con stile, con grazia e con tanta naturalezza, è azione ancora di più meritoria.

– Rocco Colombo –


 

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