– Lettera alla redazione – di Franco Iorio

Concluso anche il secondo turno elettorale nei circa quattro mila Comuni, la domanda è: cambia qualcosa rispetto al passato? Potrebbe essere utile soffermarsi su alcuni aspetti complessivi del mandato, perché i nuovi Sindaci e i nuovi amministratori unitamente a quelli in corso di funzione saranno i protagonisti dell’attuazione di una riforma che porrà le basi della trasformazione dell’assetto istituzionale dei Comuni. Segnatamente, saranno tracciate le linee di fondo del rapporto fra l’amministrazione, i cittadini amministrati e i corpi sociali.

Si tratta di una sfida che andrà a modificare l’andamento e l’efficienza del sistema degli Enti locali, con l’obiettivo di modernizzare e rendere più efficaci gli apparati gestionali e i servizi al cittadino, in sintonia con le aspettative della società.

Innanzitutto è una sfida culturale, di formazione e di conoscenza, che riguarda l’abilità più che la capacità dei Sindaci e dei Consiglieri di svestire i panni del passato, di mutare il proprio atteggiamento, di rinnovare e innovare. Soprattutto, di intendere il ruolo loro conferito dalla volontà popolare come servizio e dedizione a nobili scopi e valori, pervenendo a sintesi fra gli interessi dei cittadini che li ha eletti e i nuovi assetti istituzionali.

La novella legge Delrio definisce il perimetro entro cui percorrere passi concreti e produrre azioni per rimuovere le cronicità non più accettabili che rallentano i processi di sviluppo economico, la capacità di attrarre investimenti, le opportunità di nuovo lavoro.

I nuovi Sindaci devono essere convinti che lo sviluppo economico e le occasioni di lavoro esigono condizioni di contesto: efficienza nella gestione dei servizi pubblici locali, definizione di principi fiscali omogenei, facilitazione alle prestazioni creando sinergia fra tutti i soggetti istituzionali e locali presenti nel territorio. Sono questi gli obiettivi che devono diventare priorità assoluta di quanti hanno ricevuto l’onore e l’onere di guidare le nuove amministrazioni locali.

Certo, occorre superare il “Patto di Stabilità interno”, che definirlo dannoso è dir poco. Come pure occorre ai Comuni una reale autonomia fiscale e finanziaria.

E’ stata posta una sfida audace e complessa. Per realizzarla i Sindaci dovranno essere dotati di poteri autonomi e le amministrazioni liberate da vincoli burocratici e limiti normativi soffocanti.

Qualcuno ha scritto che “i governi sono le vele, il popolo è il vento, lo stato è l’imbarcazione, il tempo è il mare”… Chissà che, mandata a memoria, possa servire!

– Franco Iorio –


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