Un incontro casuale che mi ha cambiato la vita“. E’ così che Silvia Brindisi, 39enne originaria di Sicignano degli Alburni, definisce quello che è stato il suo approccio alla poesia. Attualmente a Roma, Silvia, educatrice professionale di comunità, adora il suo lavoro, ma ama anche il mare, leggere, viaggiare, ascoltare musica e, soprattutto, scrivere.

Ha sempre avuto la passione per la scrittura. Nella sua carriera, infatti, vanta già diverse pubblicazioni di libri, tra cui “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore” grazie al quale nel luglio 2016 ha vinto un diploma di merito al Concorso Letterario Internazionale di Sarzana. Proprio l’hanno scorso, invece, ha pubblicato il suo primo libro per bambini dal titolo “Amicizie magiche” che le ha dato enorme soddisfazione.

Dopo i libri ho scoperto l’importanza delle poesie per caso anche grazie ad alcuni concorsi letterari e da lì ho continuato a coltivare anche questa passione – racconta Silvia -. Nel mese di maggio scorso è stato pubblico il primo volume de ‘Le raccolte di scritto.io‘ dove tra vari poeti ci sono anche io con le mie dieci poesie a tema libero. E’ stata una gran bella soddisfazione perché ho scritto queste poesie durante i mesi difficili del lockdown, periodo in cui la scrittura per me è diventata ancora più importante“.

Quello che più la lega a Sicignano è il padre e il rapporto straordinario che ha sempre avuto con lui, suo punto di riferimento per tutto quello che le ha dato e insegnato.

Non è mai stato solo il paese delle vacanze, rappresenta le mie origini – afferma Silvia -. Lì si respira la natura, l’aria pulita. Sin da piccola ho avuto molti amici che, come me, avevano origini in questo stupendo paesino circondato dai castagneti, oppure altri che vivevano e vivono tutt’ora a Sicignano. Nella casa costruita con amore e sacrifici da mio padre ho vissuto momenti ricchi di emozioni. Anche oggi sto bene lontana dalla città, dal caos e dalla dispersione e preferisco di gran lunga la tranquillità e il poter condividere il tempo insieme agli amici dell’infanzia“.

La scrittrice 39enne torna spesso a Sicignano soprattutto in estate dove le diverse feste di paese, soprattutto quella dedicata al patrono San Rocco, riporta tra i monti tutte le sue conoscenze e dove riaffiorano i ricordi di suo padre.

Dopo la sua morte – dice Silvia – quel paesino che sembra una bomboniera è diventato il mio rifugio. Non è stato facile tornare in quella casa piena di emozioni e ricordi, ma fa parte di me. Ho sofferto a star lì senza mio padre ma quei giorni mi sono serviti per rinforzare ancora di più l’affetto verso lui e ciò che ha fatto per me. Spesso sento l’esigenza di ritornare a Sicignano, qualche volta lo faccio attraverso la mia poesia, altre volte vado lì. La distanza non cambia le cose, né i legami, può solo migliorarli e renderli più forti, ma molto dipende da noi“.

– Paola Federico –

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