immigrati sicignano evidenza136 immigrati ospiti del centro di accoglienza di Sicignano degli Alburni. Il loro volto è provato e sofferente, mentre  sul corpo portano ancora i segni  del terribile viaggio che hanno affrontato prima in terra e poi in mare per raggiungere l’Italia: sono 51 i giovani immigrati arrivati sabato scorso al centro di accoglienza “Park Hotel”  che si aggiungono ai già presenti 85 migranti.

I ragazzi, tutti con un’età compresa tra i 17 e i 40 anni, sono sbarcati al porto di Salerno sabato mattina a bordo della nave della Marina Militare “Etna” nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”  e provengono dal Nord e Centro Africa. Sono ragazzi forti, sopravvissuti a quel mare che fa migliaia di morti ogni giorno. Giovani disposti a lasciare le loro case e gli affetti più cari per scappare dalla fame, dalla morte e dalla guerra. Giovani che nel tentativo di raggiungere l’Italia, subiscono furti, maltrattamenti, sfruttamenti e violenze di ogni genere, pagando a caro prezzo scafisti e trafficanti di uomini senza scrupoli che li traghettano nella traversata che collega le coste libiche all’Italia.

Uomini, donne e bambini ammassati gli uni sugli altri in fatiscenti barconi, senza cibo e acqua, senza soldi e con la paura di venire gettati a mare o di morire schiacciati dalla calca. Un viaggio della speranza che  si trasforma in sopravvivenza e che porta con sé dolore e morte. Sono attualmente 136 gli immigrati ospiti del centro di accoglienza di Sicignano degli Alburni, ma sono previsti altri arrivi entro fine mese. Abbiamo il dovere di accogliere i nostri fratelli – racconta Alfonso Amato, sindaco di Sicignano – ho già dato la disponibilità di altre due strutture per ospitarne altri”.

Ondanews li ha incontrati.

 Laimin Dadio, 27 anni, autista. Laimin proviene dalla Repubblica del Gambia, il più piccolo Stato del continente dell’Africa Occidentale,  ha studiato e nel suo Paese d’origine ha lasciato la mamma, il papà ed una sorella più piccola.

  • D – Perché hai deciso di venire in Italia?

immigrati sicignanoR – “Nel mio paese si muore facilmente, ho rischiato la vita più volte. Mi hanno bruciato  l’auto che utilizzavo per lavorare . Qualcuno, infatti, aveva dato fuoco alla mi auto e stava cercando anche me per uccidermi, così ho deciso di scappare da lì”

  • D – Quanto guadagnavi al mese in Gambia con il lavoro da autista?

R – “In Gambia guadagnavo circa mille denari africani, valutati sono circa 10 euro al mese

  • D –   Sei partito dal Gambia con pochi soldi. Come sei riuscito a pagarti il viaggio per raggiungere la Libia?

R – “Ho lavorato in tutti i paesi dei quali sono stato ospite: sono partito dal Gambia, ho raggiunto il Senegal e dopo aver lavorato diversi mesi, ho raggiunto il Mali dove sono stato per un mese e da lì, ho raggiunto la Nigeria dove ho lavorato 6 mesi e sono riuscito a guadagnarmi il necessario per pagare l’uomo che mi ha aiutato a raggiungere le coste libiche. Una volta raggiunta la Libia, è iniziato il mio viaggio per Tripoli e da lì mi sono imbarcato per l’Italia”

  • D – Quanto hai pagato per la traversata che ti ha portato dalla Libia all’Italia?

R – “Oltre mille euro”

  • D – In quanti eravate a bordo del tuo barcone?

R – “ circa 300 persone, uomini, donne e bambini”

  •  D – Cosa è accaduto a bordo del gommone durante il viaggio?

immigrati sicignano 6R – “Abbiamo passato due giorni in mare aperto, digiuni, senza cibo e acqua, fino a quando gli italiani non ci hanno recuperati e messi in salvo”

  • D- Cosa ti aspetti dall’Italia?

R – “La pace, ringrazio gli italiani per avermi salvato dal mare. Voglio vivere lontano dalla guerriglia e dalla fame”

  • D – Hai una meta da raggiungere?

R – “No, vorrei rimanere in Italia e lavorare come autista”.

– Mariateresa Conte –

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