donato ceglieFinisce nei guai il sostituto procuratore Donato Ceglie, magistrato simbolo della lotta all’ecomafia, in prima linea nel processo “Chernobyl” sullo sversamento illegale di rifiuti tossici, che vede coinvolto anche il Vallo di Diano.

Secondo quanto riportato questa mattina dalla versione online del quotidiano “La Repubblica”, Ceglie avrebbe preteso ed ottenuto rapporti sessuali dalla moglie di un imprenditore, che proprio lui aveva contribuito a far arrestare.

“Sulla carriera di Donato Ceglie – riporta l’articolo – pende dal dicembre scorso una richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Barbara Sargenti di Roma. Le accuse sono di concussione e violenza sessuale”.

“Ceglie – si legge nell’atto – induceva Maria Rosaria Granata, moglie di Gaetano Ferrentino, a instaurare e proseguire  una relazione sentimentale che gli procurava indebitamente rapporti sessuali”.

La questione, in realtà, esula dalla mera relazione sessuale tra i due, sempre ammesso che sia mai esistita e sempre ammesso che la donna non sia stata consenziente. Ciò che a Ceglie si contesta è il fatto di non aver abbandonato il procedimento contro Ferrentino. Il magistrato, dal canto suo, non nega gli incontri che, tuttavia, sarebbero avvenuti solo per motivi legati alla giustizia. Secondo la difesa, infatti, “gli incontri innanzitutto sono stati limitati nel tempo” e, in secondo luogo, risulterebbero “al solo scopo istituzionale”.

– Annachiara Di Flora –

AGGIORNAMENTO DEL 21/07/2020: Il dottor Donato Ceglie è stato assolto da tutte le accuse con la formula più ampia, “perché il fatto non sussiste”. La sentenza del Tribunale di Roma del 20 ottobre 2016 è divenuta irrevocabile dopo la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione in data 14 gennaio 2020.

 


 

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