I Carabinieri del Noe di Salerno hanno effettuato un sequestro preventivo di tutti gli impianti emananti emissioni in atmosfera di un noto opificio operante presso l’area ASI di Polla.

L’insediamento industriale, esteso su una superficie di circa 10.000 mq, opera nel settore della produzione di profilati in alluminio, dal trattamento dell’alluminio grezzo, alla successiva verniciatura e finitura.

Il legale rappresentante dovrà rispondere del reato di attività illecita di gestione di rifiuti. L’accusa, si legge in un comunicato stampa dei Carabinieri, è di aver smaltito illegalmente circa 8 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi costituiti da miscele e solventi, nonché per aver scaricato illecitamente in un affluente del fiume Tanagro i reflui industriali provenienti dal processo di lavorazione.

Nel corso dei sopralluoghi, intrapresi dal mese di aprile ed incrociati con gli atti amministrativi acquisiti presso i locali uffici comunali e i dati contabili dell’azienda riferiti agli ultimi 6 anni, i Militari del Noe hanno rilevato che gli impianti di verniciatura e cottura, seppur convogliati ad un impianto di abbattimento non erano autorizzati ed hanno accertato l’illecito smaltimento, avvenuto nel tempo, di circa 8.000 kg di Metiletilchetone, uno speciale solvente utilizzato per la pulizia dei rulli di verniciatura e classificato come rifiuto pericoloso.

Al termine di ulteriori sopralluoghi sarebbe emerso che i reflui industriali non vengono più scaricati nell’affluente ma immessi in vasche e riutilizzati per ulteriori processi. La necessaria autorizzazione alle emissioni in atmosfera, seppur richiesta solo dopo l’intervento dei Militari, non sarebbe stata emessa poiché dichiarata irricevibile.

Gli illeciti sono stati verificati a conclusione di accertamenti intrapresi negli ultimi mesi nell’ambito di più ampie indagini disposte dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Giovanna Lerose e coordinate dal Procuratore Dott. Gianfranco Donadio.

Su espressa richiesta della Procura, il Gip Dott. Mariano Sorrentino, condividendo le valutazioni degli organi inquirenti, ha valutato la sussistenza di un pericolo attuale e concreto circa la libera disponibilità dei macchinari che producono emissioni in atmosfera ed ha emesso un Decreto di sequestro preventivo degli impianti di pretrattamento, del forno e di 3 cabine di verniciatura.

Intanto, i legali di fiducia dell’azienda di Polla riferiscono: “Non c’è nessuna attività di inquinamento contestato. L’oggetto del sequestro preventivo riguarda esclusivamente l’assenza dell’autorizzazione per le immissioni in atmosfera e non riguarda alcuna attività di traffico illecito di rifiuti e né di sversamento illecito degli stessi“.

I legali di fiducia dell’opificio presente nella zona industriale di Polla, inoltre, precisano che “l’assenza di autorizzazione per le immissioni in atmosfera non significa affatto che l’azienda produce inquinamento atmosferico. Inoltre – continuano i legali – la richiesta per la concessione dell’autorizzazione per l’emissione in atmosfera, attualmente in fase attuativa, è stata già inoltrata presso gli uffici preposti, fin dall‘Aprile 2020. Evidentemente i ritardi sono stati determinati anche e soprattutto dalla situazione determinata dalla pandemia in atto“.

 – redazione –

 

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