La Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ha contestato a cinque militari della Capitaneria di Porto, a vario titolo, i reati connessi alla violazione del segreto d’ufficio, a segnalazioni prima dei controlli e a favori in genere. Ad essere coinvolti nell’inchiesta anche un armatore del Golfo di Policastro e un brigadiere dei carabinieri in pensione. E’ quanto si legge sul quotidiano La Città di Salerno in un articolo a firma del giornalista Vincenzo Rubano.

L’inchiesta, avviata nel 2012 dalla Capitaneria di Porto di Salerno, è stata coordinata dal procuratore capo del tribunale di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo. Ad emergere in modo particolare è il rapporto di sudditanza di alcuni militari nei confronti di armatori della zona. A dimostrazione di ciò l’episodio che vedrebbe intervenire un contrammiraglio per “sistemare” un verbale di tremila euro elevato ad un armatore di Casal Velino dalla Guardia Costiera di Acciaroli.

Le accuse rivolte ai militari sono di occultamento di atti, ma anche rivelazione e utilizzazione dei segreti d’ufficio, come nel caso di un maresciallo che avrebbe riferito gli esiti di una perquisizione effettuata a casa di un medico arrestato per associazione per delinquere, truffa e falso ideologico o di un comandante che avrebbe avvisato un armatore di una prossima ispezione che Inail e Inps stavano per effettuare a suo carico.

Adesso gli indagati dovranno difendersi e chiarire dinanzi al pm le proprie posizioni in quella che, per il Cilento, rappresenta una vicenda scottante.

– redazione – 


 

Un commento

  1. Mario Senatore says:

    Accertate le responsabilità, individuati i colpevoli, bisogna cacciarli via senza tergiversare! C’e tanta gente perbene che vuole lavorare… e se si lascia corrompere anche questa, fare la stessa cosa (aumentando sempre più la pena). Non è facile? Forse. Ma neanche impossibile. Basta volerlo fare….

Rispondi a Mario Senatore Cancel

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*