Alla notizia del prossimo sbarco di migranti nel porto di Salerno che, domani mattina, giungeranno in 1400 a bordo della nave Acquarius, non tardano ad arrivare le affermazioni di “Noi con Salvini Salerno“.

Nelle prossime ore è programmato un nuovo sbarco al porto di Salerno da parte dei nuovi traghettatori della disperazione, le navi ONG finanziate non si sa bene da chi e perché – afferma il direttivo provinciale del movimento nazionale guidato da Matteo Salvini – Sono circa 1400 migranti. Assisteremo per l’ennesima volta alla fila chilometrica di pullman al porto con destinazione vari comuni in buona parte del nostro Cilento. Ancora una volta assisteremo al carosello buonista delle varie istituzioni e di tutti coloro che hanno fatto del sogno dell’Eldorado di queste persone il business del secolo; complice un governo che ‘impone’ de imperio senza prima chiedere ai cittadini“.

Ormai è un dato di fatto, – proseguono i sostenitori salernitani di Salvini – la base logistica sul continente degli sbarchi è Salerno, ed il territorio che più ne sta pagando le conseguenze sono il capoluogo ed il Cilento, afflitto dallo spopolamento dei giovani che non trovano lavoro, da una agricoltura da sempre fonte di reddito con le sue tipicità ormai ridotta al lumicino a causa di politiche scellerate, un territorio vasto e dispersivo e forse proprio per questo meta finale dei migranti. Ancora una volta a farne le spese sono gli abitanti del luogo, ancora una volta si infierisce su di una economia provata che ora più di prima si regge sul turismo estivo e che, inevitabilmente, a seguito di questa ‘invasione’ verrà gravemente compromessa“.

“Noi con Salvini Salerno” fa infine riferimento ad un caso delle ultime ore che ha come scenario Perdifumo, nel Cilento, “dove un privato – afferma il direttivo provinciale – ha dato la disponibilità di una sua struttura situata al centro del paese. Ci preme dire che il movimento Noi con Salvini di Salerno è vicina e solidale con i cittadini cilentani e si farà promotore di iniziative perché il territorio ed i suoi cittadini vengano sempre e comunque interpellati prima e non forzati con atti alla ‘chetichella’“.

– Chiara Di Miele –


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