Foto “Il Mattino”

Con i 990 migranti sbarcati ieri mattina al Molo Manfredi del porto di Salerno, dalla nave norvegese Siem Pilot è purtroppo scesa anche una piccola bara bianca. All’interno il corpicino senza vita di un bambino nigeriano di due anni e mezzo.

Insieme a lui anche i genitori, disperati per la tragica morte del figlioletto che è stato seppellito nel cimitero di Salerno, perché figlio di cristiani. Come si legge sul quotidiano “Il Mattino“, nell’articolo a firma della giornalista Petronilla Carillo, a benedire la bara bianca è stato don Vincenzo Federico, responsabile della Caritas diocesana, che ha chiesto ai presenti di recitare una preghiera per il piccolo e ha donato alla madre una sua coroncina del Rosario.

I genitori sono molto affranti – ha spiegato don Vincenzo – il piccolo sarà seppellito al cimitero di Salerno e loro hanno deciso di restare qui per non abbandonarlo mai. Sono persone provate innanzitutto da un viaggio estenuante, hanno subito un dolore enorme come quello della perdita di un figlio: non riuscivano a dire una parola. L’accoglienza è una questione di civiltà e dignità. L’Italia sta ponendo in atto la sua natura democratica e civile, applicando la Costituzione e il Vangelo che pongono al centro le persone“.

Il piccolo sarebbe morto annegato, dopo essere sbalzato dal barcone. Il suo corpo è stato poi recuperato dai soccorritori, ma i tentativi di rianimarlo sono risultati vani. I sostituti procuratori Rinaldi e Fittipaldi hanno disposto l’esame autoptico e hanno aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio. Si sospetta che nei polmoni del bambino possa essere entrato anche il gasolio perso dalla barca durante il tragitto.

I genitori al momento sono ospiti del centro Caritas di Salerno e attendono di poter celebrare le esequie del figlioletto che poi verrà sepolto al cimitero di Brignano.

– Chiara Di Miele –


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3 Commenti

  1. Concordo appieno sul commento di Tonino.
    Accoglierli è un atto di umanità, oltre che di civiltà, ma qui noi cosa possiamo dargli? Cosa potranno trovare? Inizialmente, un pasto e un posto tra le varie strutture sparse sul territorio e poi?
    Non c’è lavoro per nessuno, se non quel massacro collettivo che ti spacca mente e corpo, togliendoti ogni dignità personale.
    Non c’è qui nessuna prospettiva di una vita futura, se non appartieni ad un élite di conoscenze e di raccomandazioni.
    Loro scappano da guerre, violenze, fame e malattie e arrivano qui e si ritrovano in una terra contraddittoria, complessa e triste.
    Che Dio possa aiutare tutti.

  2. Tonino B. says:

    Quanta disperazione per i genitori del bambino che si è trovato in una situazione drammatica senza volerlo. Accogliamoli com’è giusto che sia, ma quale futuro per loro? lasciano la loro terra, i loro familiari, le loro abitudini, con mille speranze, ma noi cosa possiamo offrire loro se a malapena riusciamo a tirare avanti noi. E’ una terza guerra mondiale, silente.

    • Marcello Maria Perongini says:

      Bravo Tonino. Senza nessuna retorica ti dico che è bello trovare un po’ di umanità nei commenti alle notizie.

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