Sassano gruppo teatrale Pasquale PetrizzoIl Gruppo Teatrale Sassanese “Pasquale Petrizzo”, in collaborazione con la ProLoco Sassano, quest’anno aderisce (unico gruppo del Vallo di Diano e del salernitano in programma) alla seconda edizione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, istituita dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) e fissata per il giorno 17 gennaio.

La manifestazione di portata nazionale, tesa alla valorizzazione degli idiomi tipici delle varie Regioni d’Italia, vede la partecipazione, nel ricco calendario degli eventi messi in piedi per l’occasione, delle Pro Loco e dei gruppi teatrali dialettali di tutto lo stivale.

Il gruppo “Pasquale Petrizzo”, che prende il nome proprio dal compianto Professore che lo ideò, lo plasmò e ne fu guida carismatica ed energica per molti anni, ha scelto di portare in scena la commedia in tre atti “Na zita p’ Pascalin’”, scritta dallo stesso Petrizzo. La commedia (dalle ore 20.30 presso Palazzo Babino),  ricca di equivoci simpatici ed esilaranti, ruota intorno alla tipica e ormai in disuso “ammasciata”,  dichiarazione d’amore che si era soliti far ricevere all’amata o all’amato, da amici o familiari, affinchè culminasse nel tanto agognato matrimonio.

Da sempre il Gruppo Teatrale Sassanese si impegna, su tutto il territorio, a portare avanti un lavoro di ricerca accurata nell’affascinante mondo delle tradizioni popolari (massima è la cura nella riproduzione degli abiti tipici e delle scenografie raffiguranti le vecchie abitazioni del GruppoTeatraleSassanese3paese) e di studio approfondito del dialetto locale, portando sul palcoscenico spaccati di antico vissuto quotidiano sassanese, anche grazie al vasto repertorio di commedie ereditate dall’estro di Pasquale Petrizzo o scritte da componenti e attori del gruppo, come “Tu rao ji u’ Paravis” di Domenico Russo, “ ‘A rota aggira” di Rosario Di Novella e “Munn’ era e munn’ jia” di Antonietta Spolzino.

“Il nostro Gruppo Teatrale – dichiara Antonella Romano, giovane attrice del gruppo – è fermamente convinto che il dialetto rappresenti un bene culturale immateriale del territorio di Sassano, che affonda le sue radici in culture antichissime, come ad esempio quella greca, da cui deriva parte dell’etimologia di alcuni termini di uso corrente quale il classico ‘tendamene’ che significa ‘me tinta di nero’, presente solo nel dialetto sassanese e utilizzato per esternare stati d’animo di massimo sconforto.”

Per visualizzare il calendario completo degli eventi che prendono parte alla Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali cliccare su www.unpliproloco.it

– Chiara Di Miele – ondanews –

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