carabinieri 7La ferita alla testa del 67enne saprese Giuseppe Giudice trovato privo di vita domenica mattina all’interno della propria abitazione, è compatibile con un colpo da arma bianca. A riportarlo, il quotidiano La CittàdiSalerno dopo l’esame autoptico effettuato sul corpo dell’ex dipendente comunale di Sapri, dal medico legale Adamo Maiese.

Non sono stati rinvenuti invece altri segni di violenza o di colluttazione. Ad ogni modo il medico legale ha asportato il cuoio capelluto interessato dalla ferita per ulteriori accertamenti. Intanto questa mattina i carabinieri del nucleo operativo di Sapri e della Sezione Investigazioni scientifiche del reparto operativo di Salerno effettueranno all’interno dell’abitazione della vittima un ulteriore sopralluogo alla ricerca di indizi utili alla ricostruzione dell’accaduto. Le indagini, coordinate dal capitano Emanuele Tamorri sotto la direzione del pm Michele Sessa e del procuratore capo di Lagonegro Vittorio Russo, procedono nella massima riservatezza.

Giudice, dipendente comunale in pensione, non ha mai avuto alcun problema con la giustizia, tutti lo ricordano come un lavoratore esemplare. L’ipotesi maggiormente accreditata dalla Procura è quella dell’omicidio ma non è del tutto escluso anche l’ipotesi di un incidente. Domenica mattina a fare la macabra scoperta, pochi minuti dopo le 8 del mattino, fu il genero dell’uomo che avvisò i carabinieri. Il 67enne era riverso in una pozza di sangue con una ferita lacero-contusa di circa sette centimetri nella parte superiore del cranio. Ulteriori risvolti potrebbero arrivare oggi dopo il sopralluogo.

– redazione –


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